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Finalmente maggiorenni!
La 18a edizione del “Workshop di Teca” dal titolo
“Il futuro delle biblioteche: nuovi ruoli nell'universo digitale”

di Maria Abenante

I “Workshop di Teca”, organizzati dalla Biblioteca multimediale e centro di documentazione del Consiglio regionale della Puglia Teca del Mediterraneo in collaborazione con la Cooperativa di servizi culturali Ninive, costituiscono, fin dal 1998, forse l'unico appuntamento per i bibliotecari del Mezzogiorno per condividere e stimolare una riflessione teorica e di approfondimento delle pratiche 'bibliodocumentali' attraverso il confronto tra i colleghi e gli studiosi più autorevoli nei loro ambiti disciplinari.
Nel corso degli anni i lavori dei workshop si sono in particolare aperti da una parte alla complessa realtà di archivi e biblioteche dei paesi del bacino del Mediterraneo, raccogliendo - esempio originale e forse unico - la partecipazione di una dozzina di realtà estere, dall'altra a un lavoro di ricognizione della 'memoria' storica della Puglia in campi non convenzionali come la musica e il teatro, come testimoniano gli atti raccolti negli anni nell'archivio digitale della Teca1.
Nel 2017, la diciottesima edizione del workshop ha avuto come tema: “Il futuro delle biblioteche: nuovi ruoli nell'universo digitale” (Bari, 7 aprile 2017).
La scelta del tema non è stata motivata dall'indiscutibile dato di fatto che il digitale si è imposto ormai nelle risorse informative delle biblioteche, ma dal desiderio di verificare, riflettere e discutere come vada configurandosi in concreto, in questo secondo decennio del XXI secolo, la transizione al digitale e in che termini questa transizione confligga, ovvero si sostituisca o anche cooperi con gli assetti tradizionali di tipo 'analogico'. E ancora, quale ruolo il digitale possa avere come servizio utile e rilevante per il cittadino, e di conseguenza quale ruolo la biblioteca - come luogo di organizzazione e diffusione dell'informazione digitale - può svolgere per la collettività.

Dopo i saluti istituzionali della Presidenza del consiglio regionale e della Giunta regionale della Puglia, del rettorato dell'Università di Bari e dell'apertura dei lavori da parte Anna Vita Perrone della direzione della biblioteca, il coordinatore del MAB Puglia, Waldemaro Morgese, ha sottolineato alcuni nodi teorici, in particolare le implicazioni 'welfaristiche' delle politiche del digitale, mettendole in relazione alle innovazioni tecnologiche per identificare un modello interpretativo in grado di comprendere le tendenze delle biblioteche e della professione.
I lavori della prima sessione, coordinata da Lucia di Palo, hanno evidenziato alcuni snodi importanti relativi al futuro digitale delle biblioteche, a partire da una riflessione sul libro e sulle potenzialità del digitale in quanto 'diverso' dall'analogico, piuttosto che migliore o peggiore (Paul Gabriele Weston); le problematiche della professione del bibliotecario digitale, con il tentativo di ricondurre le specializzazioni a fattor comune (Raffaele De Magistris); le complesse questioni poste dalla normativa sul copyright in rapporto alla transizione al digitale (Rosa Maiello); i riflessi che l'espansione dei contenuti, consentita dal digitale, ha sulla qualità dei servizi che vengono erogati (Pierluigi Feliciati); le implicazioni delle relazioni 'comunicative' con gli utenti, indotte dalle tecnicalità digitali, a partire da un utilizzo consono del catalogo (Agnese Galeffi).
Oltre alla riflessione teorica, il workshop, come sempre, ha voluto presentare alcune buone pratiche realizzate nel mondo delle nostre biblioteche, dalle quali sono emerse in maniera evidente le grandi potenzialità delle nostre strutture, che sempre hanno come obiettivo principale i servizi al cittadino.
Nella seconda sessione coordinata da Milena Tancredi, infatti, sono state presentate alcune esperienze che evidenziano le grandi potenzialità che il digitale offre per accrescere la condivisione delle conoscenze: l'utilizzo del gaming come 'pretesto' per migliorare le performance di apprendimento e formazione permanente degli utenti ma anche di promuovere gli strumenti informativi digitali destinati soprattutto ai giovani e giovanissimi (Valentina Bondesan); l'universo in forte espansione e trasformazione di Wikipedia, con tutte le implicazioni relative al libero riutilizzo delle opere digitalizzate delle biblioteche italiane e della information literacy (Luigi Catalani); l'importanza dell'alfabetizzazione sanitaria (health literacy) dei cittadini, soprattutto in un contesto quale quello dell'informazione digitale e dei social network in cui il cittadino può imbattersi in informazioni fuorvianti e talvolta errate e pericolose sui delicatissimi temi della salute (Vittorio Ponzani); una panoramica dei progressi e anche delle difficoltà che incontra il digitale nel mondo della scuola (Eleonora Matteo); infine l'informazione e la formazione di comunità erogata da Teca del Mediterraneo negli ultimi anni, pensando a un utente '2.0' (Daniela Lo Martire).

In conclusione, i contributi presentati al workshop e il dibattito che si è sviluppato alla fine dei lavori evidenziano che, nonostante il digitale si stia affermando in tutti gli ambiti delle nostre vite, e quindi ovviamente anche nelle biblioteche, nelle loro risorse e nei loro servizi, la dimensione digitale continua a convivere con quella analogica, con una interessate reciproca fecondazione.
Difficile pensare a una trasformazione uniforme del sistema bibliotecario in una struttura del tutto immateriale, non solo per ragioni pratiche insormontabili, ma soprattutto perché le transizioni non avvengono mai per sostituzioni 'brutali' e repentine, bensì gradualmente e per sovrapposizioni.
Il workshop, nonostante la diversità degli argomenti trattati, ha mostrato un interessante carattere di omogeneità. Tutte le relazioni, infatti, hanno contribuito a creare un 'filo rosso' seguendo il quale è emerso il quadro complesso dell'universo informativo e il ruolo strategico dell'informazione digitale nei diversi ambiti dell'educazione, dell'aggiornamento professionale, della salute e più in generale a sostegno della qualità della vita dei cittadini.
In questo contesto si è ben delineata la missione sociale delle biblioteche come strumento di promozione delle informazioni digitali, in un 'docuverso' in cui si integrano l'analogico e il digitale.
Paul Gabriele Weston, direttore di AIB studi, ha subito proposto la pubblicazione delle relazioni sulla rivista, suddividendole tra questo fascicolo e il successivo, e di questa disponibilità gli siamo molto grati. Credo che possa essere un buon modo per favorire una ulteriore diffusione e condivisione nella comunità professionale di queste riflessioni su temi davvero strategici per il futuro delle nostre biblioteche, consapevoli con Luigi Crocetti che

dalla metamorfosi nascerà una nuova vitalità della biblioteca, se i bibliotecari avranno coraggio di viverla, questa biblioteca, anche se forse non è la biblioteca sognata; di vivere questo mondo, anche se non è il migliore dei mondi possibili2.

NOTE

[1] L'archivio digitale di Teca, dove sono raccolti i materiali e i video delle relazioni, è disponibile all'URL: http://biblioteca.consiglio.puglia.it/ViewStatic.aspx?q=3067BC9E97BAF5FF22DF517E55DC336B. I video sono disponibili anche sul canale YouTube della Teca.

[2] Luigi Crocetti, Il nuovo in biblioteca. In: Le biblioteche di Luigi Crocetti: saggi, recensioni, paperoles, 1963-2007, a cura di Laura Desideri e Alberto Petrucciani, presentazione di Stefano Parise. Roma: AIB, 2014, p. 28.