Pensare l'impensabile

a cura dell'European Bureau of Library Information and Documentation Associations

Premessa

Pensare l’impensabile: un’agenda bibliotecaria europea post Covid-19 finalizzata alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e finanziata attraverso i Fondi strutturali e di investimento europei (2021-2027) integra tre documenti già pubblicati dall’Eblida SDG European House1 nella prima metà del 2020 e disponibili sul sito web di Eblida:

  • Un’agenda bibliotecaria europea nell’era post Covid-192;
  • Fondi strutturali e di investimento europei 2021-2027: opportunità di finanziamento per le biblioteche3;
  • Obiettivi di sviluppo sostenibile e biblioteche: primo rapporto europeo4.

I tre report, riuniti in un solo testo, aggiorneranno la Eblida Matrix, ora disponibile sul sito web di Eblida5. Le finalità del rapporto Pensare l’impensabile sono facili da intuire. Stiamo vivendo tempi duri caratterizzati dall’incertezza. Quale sarà il futuro delle biblioteche dopo la crisi Covid-19? Come supereranno la tempesta finanziaria che sta colpendo tutte le società europee, in misura più o meno marcata? E l’epidemia comporterà un’ulteriore divaricazione nello sviluppo delle biblioteche tra stati europei o tra regioni in uno stesso stato?
È molto probabile che la resilienza e l’eventuale sopravvivenza delle biblioteche europee dipendano dalla capacità di innovare, di cooperare, di imparare dagli altri e di aprirsi alle alleanze con altri soggetti. Questa linea d’azione può trarre grande beneficio dai progressi dell’Agenda 2030 nelle biblioteche nel quadro di un’Europa più smart, più verde, più connessa, più sociale e più vicina ai cittadini – i cinque obiettivi dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) 2021-2027.
Se le biblioteche si aspettano di giocare un ruolo nei Fondi strutturali e di investimento europei, in Europa e più in generale nel decennio 2020-2030, esse dovranno concentrarsi sulla natura sociale, creativa, innovativa, tecnologica e partecipativa della loro azione culturale. Biblioteche e sviluppo sostenibile, e sviluppo sostenibile nelle biblioteche finanziate da Fondi strutturali e di investimento europei – ecco la strategia che le biblioteche potrebbero e dovrebbero adottare, anche alla luce delle incerte prospettive dettate dal post Covid-19.
In un appello lanciato durante l’emergenza sanitaria, Enrico Giovannini, ex Ministro del lavoro e ora portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), ha invitato le organizzazioni che lavorano all’attuazione dell’Agenda 2030 a ‘pensare l’impensabile’.
Il presente rapporto fornisce alcuni esempi di come l’impensabile si sia realizzato nelle biblioteche europee. Si tratta in parte di un elenco di buone pratiche, in parte di un’agenda per le biblioteche europee e di una guida pratica ai Fondi strutturali e di investimento europei 2021-2027, non di un libro dei sogni.
Mi auguro che questo rapporto dia ulteriore impulso alla cooperazione e al cambiamento nelle biblioteche. Uniamo i nostri sforzi per pensare l’impensabile.

Ton van Vlimmeren, Presidente Eblida

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Un’agenda bibliotecaria europea per il post Covid-19

Un’agenda per il post Covid-19

Tra marzo e maggio 2020 in tutti i paesi europei le biblioteche sono state chiuse, con modalità diverse e con la salvaguardia di alcuni servizi minimi. La chiusura, per una biblioteca, equivale alla negazione della propria identità, e rappresenta il paradosso di questa crisi. Normalmente in periodo di crisi la biblioteca costituisce un centro di informazione e un rifugio sicuro per i cittadini. In questo frangente, tuttavia, essa non ha potuto offrire loro la possibilità di incontrarsi per condividere storie, rispondere a domande ed essere un punto d’incontro nella comunità.
Per monitorare lo stato delle biblioteche durante la crisi, Eblida ha creato una Checklist per le associazioni bibliotecarie e le biblioteche di fronte alla crisi Covid-19 e ha avviato un sondaggio che ha coinvolto 17 paesi europei. L’obiettivo dell’indagine non era solo evidenziare gli sforzi compiuti dalle biblioteche in Europa per mitigare gli effetti dannosi dell’epidemia sull’uomo ma indicare, alle soglie dell’era post Covid-19, una direzione di cammino.
Nel rapporto Un’agenda bibliotecaria europea nell’era post Covid-19, pubblicato a maggio 2020, Eblida ha individuato cinque "nuove normalità":

  1. il distanziamento sociale, con una biblioteca ben connessa e il suo pubblico a due metri di distanza;
  2. le tecnologie, che stanno mutando e plasmando le biblioteche in maniera inedita;
  3. una landa economica inesplorata, che costringe a rivedere la composizione dei budget;
  4. la governance della biblioteca, sia a livello centrale sia locale;
  5. le opportunità e le minacce del cambiamento climatico, da non dimenticare.

La nuova normalità nelle pratiche bibliotecarie riguarda le politiche di accesso, la sicurezza del personale, il distanziamento sociale e la sanificazione delle collezioni. Le regole e i regolamenti sono stati e saranno guidati da tre fattori: a) le norme sanitarie nazionali; b) la percezione del rischio, che varia da un paese all’altro; c) le dimensioni e il lay-out degli spazi della biblioteca. Eblida ha diffuso le raccomandazioni e le linee guida per la gestione delle collezioni documentarie adottate in diverse biblioteche e paesi europei6. Gli spazi delle biblioteche e gli uffici sono stati riprogettati al fine di ridurre il rischio di creare assembramenti. Le sale della biblioteca, da spazi aperti e affollati, si sono trasformate in luoghi pieni di barriere e tavoli ben distanziati. Le aree comuni come le mense e le sale riunioni hanno meno sedie e registrano le informazioni sull’ultima volta che sono state pulite. Le regole per le pulizie vengono aggiornate di frequente. Il distanziamento sociale e la società a due metri di distanza possono avere un forte impatto sul concetto di ‘self-service integrale’ o di biblioteca aperta senza personale e sulla responsabilità di una struttura utilizzata dagli utenti senza sorveglianza umana diretta.
Poiché i servizi di biblioteca non potevano essere erogati in loco, spesso sono stati attivati servizi di consegna a domicilio con pacchi di libri da ritirare all’ingresso. Il servizio più comune nelle biblioteche europee è stato la creazione di piattaforme che garantiscono l’accesso unificato alle informazioni sanitarie relative al Covid-19 prodotte dalle autorità governative, dagli istituti sanitari e dall’Organizzazione mondiale della sanità. Questo servizio è stato implementato praticamente in tutti i paesi membri di Eblida con l’obiettivo di combattere la diffusione di notizie false sul Covid-19.
In altri paesi (in particolare Irlanda, Finlandia, Paesi Bassi), le biblioteche e le associazioni bibliotecarie hanno collaborato con amministrazioni locali per sostenere l’istruzione, per offrire servizi agli anziani, tra cui la consegna di alimenti e l’assistenza ai bambini. E per fornire un accesso unico alle informazioni il servizio più comune nelle biblioteche europee è stato la creazione di piattaforme che garantiscono l’accesso centralizzato alle informazioni sanitarie accurate relative al Covid-19 prodotte dalle autorità governative, dagli istituti sanitari e dall’Organizzazione mondiale della sanità. Praticamente tutte le biblioteche e/o associazioni bibliotecarie hanno creato pagine che forniscono link a informazioni ufficiali sulla salute pubblica rilevanti per le biblioteche medesime (ad esempio, la durata di vita del virus su carta e plastica, la quarantena di libri e altri media). In alcune biblioteche europee le attività sono state ulteriormente integrate nelle politiche sanitarie nazionali. I social media sono stati utilizzati per offrire l’ora del racconto (in Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Bulgaria, Svizzera). In alcuni paesi (Lituania e, in misura minore, Francia e Portogallo), le biblioteche hanno contribuito a produrre mascherine facciali stampate in 3D per gli operatori sanitari in risposta alla crescente domanda di dispositivi di protezione. La stretta integrazione nelle politiche sanitarie nazionali durante la crisi Covid-19 è stata particolarmente forte in Irlanda, dove le attrezzature sono state donate agli ospedali e sono state fornite lezioni online e workshop interattivi in collaborazione con i servizi di salute mentale.
Il servizio più visibile erogato dalle biblioteche è stata la promozione dell’accesso a risorse online attraverso piattaforme di e-book ed e-media. Le statistiche relative all’utilizzo delle piattaforme digitali nel periodo marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mostrano una crescita considerevole in tutti i paesi, e in particolare in Estonia e Irlanda, dove l’accesso alle risorse digitali è stato due, tre o addirittura dieci volte più intenso. In generale, l’utilizzo delle piattaforme bibliotecarie è aumentato di cifre molto vicine al 100%. In Lettonia e, solo per i periodici, in Svezia, le biblioteche nazionali sono riuscite a trovare un accordo con le agenzie per il diritto d’autore.

Lezioni da trarre dalla crisi del Covid-19

Se le biblioteche sono il fulcro delle comunità a cui fanno riferimento, la prima lezione da imparare è che questo ruolo si perde facilmente se le comunità non possono circolare. Non è facile gestire, o re-inventare, una biblioteca in una società i cui membri vivono a distanza di due metri e in cui gli eventi sono vietati, il 75% delle sedie sono rimosse, i servizi al pubblico devono rispettare regole di distanziamento sociale e il raggio d’azione della biblioteca è limitato in molti modi. La risposta più frequente durante la crisi sanitaria è stata quella di ricorrere ai media digitali per diffondere informazioni. Pertanto, la seconda lezione da trarre è che le biblioteche dovrebbero predisporre piani di emergenza per fronteggiare le calamità che colpiscono la società e tentare di lavorare in una duplice modalità (fisica e digitale) per raggiungere le rispettive comunità, passando da un canale all’altro quando una delle due modalità è indisponibile o inaccessibile.
C’è però un grande monito. Le comunità che si trovano dall’altra parte dei due canali - fisico e digitale - non sono le stesse ma piuttosto l’una il contrario dell’altra. La pandemia ha evidenziato un nuovo divario digitale tra persone abbienti e non abbienti in termini di accesso alla banda larga, attrezzature, competenze digitali, supporto tecnico di qualità, contenuti online progettati per consentire e incoraggiare l’autosufficienza, la partecipazione e la collaborazione7. Promuovere l’inclusione tecnologica, l’alfabetizzazione digitale, l’apprendimento non formale e informale è una grande sfida per le biblioteche che devono rivedere la scala, la portata, gli obiettivi di apprendimento e la dimensione virtuale del loro funzionamento per far sì che ciò avvenga. È un dato di fatto che le comunità non sono facilmente intercambiabili e l’abbandono di un canale comporterebbe immediatamente l’esclusione di un gran numero di utenti.
Oltre alle considerazioni sul lato della domanda (il punto di vista degli utenti), ci sono anche cambiamenti che riguardano l’offerta digitale delle biblioteche. Evocare i piani di emergenza spesso significa elaborare il peggiore degli scenari con grandi calamità che ridefiniscono le abitudini della società e le sue risorse economiche. È il caso di una guerra o, come per il Covid-19, di una malattia virale che ha effetti ad ampio raggio sull’umanità. Ma ci sono disastri settoriali su piccola scala che possono essere altrettanto disastrosi per le biblioteche.
Nel paragrafo precedente abbiamo riportato singoli casi di biblioteche che hanno avuto un aumento straordinario dell’offerta di contenuti forniti tramite le loro piattaforme digitali. Meno trasparenti sono gli aumenti spettacolari degli accessi alle piattaforme digitali delle big tech. Le prestazioni del servizio di informazione e dei fornitori sono note solo quando hanno un impatto sui mercati borsistici, che sembrano essere aumentati in modo esponenziale durante la crisi del Covid-198.
Ora, immaginate un’alleanza tra big tech e fornitori di servizi di contenuti (da Google a Netflix, da Amazon ad Apple), che iniziano a offrire prodotti culturali aggregati – film, libri, contenuti educativi ecc. – a prezzi estremamente interessanti e vicini allo zero o con modelli freemium con servizi aggiuntivi a pagamento. Con l’avvento delle aziende big tech, le biblioteche pubbliche digitali saranno presto relegate all’ultimo gradino della distribuzione universale dei contenuti. La seconda lezione da trarre dalla crisi di Covid-19 – il ricorso alle piattaforme digitali per migliorare i servizi bibliotecari – deve essere declinata in relazione a visioni a breve e a lungo termine: se nel breve termine il canale digitale ha enfatizzato la resilienza delle biblioteche in tempo di calamità, nel lungo termine non è scontato che il ruolo delle biblioteche pubbliche continui a essere performante come lo è ora.
Le biblioteche devono effettuare un bilancio delle attività realizzate durante la crisi Covid-19; dopo tutto, tale bilancio può essere utile per la prossima emergenza. La terza lezione appresa è che le biblioteche dovrebbero essere in grado di monitorare i movimenti che avvengono nei loro domini funzionali ed esercitare il pieno controllo sui dati prodotti all'interno del loro spazio e che riguardano il loro funzionamento. In altre parole, le biblioteche devono controllare i dati prodotti dalle tecnologie utilizzate nel loro ambito operativo o almeno, quando ciò non è possibile a causa della normativa sulla privacy, questi dati dovrebbero essere condivisi quanto più possibile con i decisori politici.
Potenziare le attività della biblioteca ampliandone la portata, migliorare gli obiettivi di apprendimento enfatizzando la dimensione virtuale, il controllo dei dati - tutto ciò richiede risorse economiche. Sarebbe un errore ridimensionare gli investimenti in ricerca e sviluppo nelle agende bibliotecarie del futuro: la sfida è quella di integrare le tradizionali attività di base della biblioteca con lo sviluppo sostenibile e l’investimento in risorse digitali e tecnologie avanzate (ad esempio strumenti di intelligenza artificiale). La quarta lezione appresa è che, se i bibliotecari non inizieranno ad agire, gli amministratori e i politici giocheranno un ruolo chiave nell’era post Covid-19 con il loro abituale armamentario di ristrutturazione degli investimenti, tagli al bilancio e potatura di attività bibliotecarie considerate non essenziali.
Se ciò si avverasse, l’intera impalcatura costruita negli ultimi decenni sul concetto di biblioteca come "terzo luogo" o "luogo d'incontro" potrebbe dissolversi. E insieme a essa, il movimento verso le diverse comunità a cui le biblioteche fanno riferimento, la loro attenzione per gli obiettivi di sviluppo sostenibile e persino l'acquis che hanno maturato durante la crisi Covid-19. Un ulteriore rischio è che ricerca e sviluppo siano messi da parte e che il divario con i fornitori di servizi di informazione si allarghi in termini di posizioni e di impatto sulla società.
Una buona crisi non dovrebbe mai essere sprecata. C'è il rischio che l'Agenda economica post Covid-19 ritardi o diluisca l'Agenda europea 2030 per lo sviluppo sostenibile continuando a finanziare attività inquinanti e insostenibili (aziende ad alte emissioni di carbonio e industrie dannose per la salute) a scapito di attività socialmente desiderabili rivolte alle persone vulnerabili e a coloro che sono rimasti indietro. Molte attività bibliotecarie hanno utilizzato i canali digitali per raggiungere le comunità di riferimento. Ma certamente l'azione più efficace e impressionante è stata sviluppata verso gli anziani e le persone costrette in isolamento. Servizi di supporto, che consistevano in community call via telefono, SMS, e-mail e attraverso piattaforme, fornitura di maschere facciali per gli operatori sanitari attraverso stampanti 3D, consegna di cibo dove e quando necessario - questi sono stati i servizi che hanno evidenziato l'empatia della biblioteca nei confronti delle loro comunità e anche la quinta e più importante lezione da trarre dalla crisi.

Pensare l’impensabile: raccomandazioni per un’agenda bibliotecaria post Covid-19

Durante l’emergenza sanitaria praticamente tutte le biblioteche e le associazioni bibliotecarie europee hanno organizzato servizi informativi di argomento sanitario. Molte di loro, tuttavia, si sono allontanate dall’idea di biblioteca come fornitore di servizi di informazione e hanno sviluppato una vasta gamma di attività sociali rivolte a persone vulnerabili. Nonostante il distanziamento sociale e le misure di prevenzione che limitano l’accesso delle persone ai locali della biblioteca, sono stati progettati servizi avanzati e/o nuovi servizi diretti agli utenti.
All’indomani della pandemia, un’agenda bibliotecaria europea dovrebbe evolvere su tre assi principali:

  1. un asse sociale, volta a rafforzare i legami della biblioteca con le comunità di riferimento;
  2. un asse tecnologico, con un’offerta arricchita di servizi digitali e la capacità di raggiungere una più ampia gamma di utenti;
  3. un asse di governance, con nuovi modelli e una maggiore flessibilità nell’adattare le strutture bibliotecarie a fonti di reddito diversificate.

Per quanto riguarda l’asse sociale, un’agenda bibliotecaria europea dovrebbe:

  1. integrare le biblioteche, in misura maggiore o minore, nelle politiche sanitarie nazionali durante la pandemia. I servizi di informazione sulle tematiche della salute dovrebbero essere preservati e rafforzati nell’ambito delle politiche sanitarie locali con servizi vocali (chiamate della comunità e audiolibri) e i maker (stampanti 3D), integrando i servizi basati sulla visualizzazione (consultazione di siti web) con strumenti visivi;
  2. rafforzare l’uso delle tecnologie per raggiungere gli utenti, in circostanze dove il distanziamento sociale e il ripensamento degli spazi della biblioteca portano a nuovi modi di ridisegnare il flusso di persone in entrata e in uscita con movimenti di risorse e di idee;
  3. porre al centro della missione della biblioteca la lotta alle fake news, come durante l’emergenza sanitaria, in cui le biblioteche hanno spesso offerto un accesso unificato a informazioni sanitarie accurate relative al Covid-19 prodotte da autorità governative, istituti sanitari e dall’Organizzazione mondiale della sanità;
  4. intraprendere una vera e propria strategia rivolta alle persone vulnerabili, agli anziani e alle persone in difficoltà, consegnando anche cibo se necessario, e adottare metodi ibridi (fisici e tecnologici combinati fra loro) per rafforzare la propria azione. Una società fondata sul distanziamento sociale può produrre esclusione sociale.

Per quanto riguarda l’asse tecnologico, un’agenda bibliotecaria europea dovrebbe:

  1. rafforzare l’attenzione sulle copie digitali (un elemento deliberatamente rimosso dalla direttiva dell’Unione europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale) e utilizzare i dati e le esperienze maturate durante la crisi Covid-19 per progettare nuovi modelli di distribuzione di copie digitali nelle biblioteche, tenendo conto dei modelli di business e delle politiche perseguite sia dai fornitori di servizi di informazione (accesso gratuito e universale a contenuti basati sui proventi della pubblicità) che dagli aggregatori (distribuzione massiccia di contenuti a bassi costi di abbonamento);
  2. potenziare le attività di alfabetizzazione digitale per specifiche categorie di persone in stretto collegamento con le politiche generali volte a colmare il divario digitale, promuovere l’intelligenza digitale nelle biblioteche e stimolare l’uso polivalente delle tecnologie (ad esempio, le stampanti 3D utilizzate per le politiche culturali, educative e sanitarie);
  3. essere partner attivi nei piani nazionali di digitalizzazione e di intelligenza artificiale attraverso esperienze all’avanguardia che possano rafforzare le pratiche bibliotecarie dall’analogico al digitale e dal digitale all’analogico o, qualora sia necessario, combinare le due pratiche per raggiungere gli obiettivi tradizionali della biblioteca;
  4. perseguire obiettivi di formazione a distanza in collaborazione con le istituzioni scolastiche, ampliando il più possibile la dimensione virtuale, e capitalizzare l’offerta digitale della biblioteca per diventare un punto di riferimento per i giovani;
  5. nel rispetto della normativa sulla privacy, esercitare un controllo sui dati e sui metadati che riguardano il funzionamento della biblioteca e riutilizzarli per la definizione delle politiche e dei processi decisionali, in particolare quando riguardano i movimenti di persone o risorse e gli impatti a essi correlati;
  6. essere attori attivi nel ciclo di distribuzione post-produzione degli eventi di attualità che potrebbero essere costruiti intorno alla musica, alle arti dello spettacolo e allo spettacolo dal vivo come risultato degli effetti letali della pandemia in questo settore, e quindi richiedere ai ministeri della cultura e/o ai dipartimenti/agenzie culturali locali di ridisegnare il sistema di aiuti locali, gli incentivi fiscali, le misure di attuazione e le altre forme di sussidi alla cultura in una prospettiva olistica.

Per quanto riguarda l’asse dell’amministrazione delle biblioteche, un’agenda bibliotecaria europea dovrebbe:

  1. chiedere alle amministrazioni comunali di trovare risorse aggiuntive per i servizi bibliotecari a livello nazionale ed europeo al fine di compensare le riduzioni di bilancio future e sfruttare al meglio l’esperienza maturata dalle biblioteche durante la pandemia;
  2. pensarsi come ‘strutturalmente’ essenziali per lo sviluppo di un paese e, in questo modo, gestire le possibili risorse finanziarie generate dai Fondi strutturali e di investimento europei 2021-2027, in particolare per quanto riguarda la ricerca e sviluppo, l’intelligenza artificiale e i progetti tecnologici, nonché le attività sociali;
  3. incoraggiare le biblioteche a essere paladine delle politiche di sviluppo sostenibile in tutte le loro attività e applicare la regolamentazione tassonomica sullo sviluppo sociale individuata dalla Commissione europea a tutto il funzionamento della biblioteca, ad esempio nelle politiche di approvvigionamento;
  4. adottare forme flessibili di amministrazione delle biblioteche per gestire in modo appropriato i Fondi strutturali e di investimento europei 2021-2027.

Obiettivi di sviluppo sostenibile e fondi strutturali e di investimento europei: quale concetto di biblioteca?

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite non si occupa esplicitamente di cultura. Tuttavia, l’Unesco (l’agenzia "custode" per tutti gli aspetti legati alla cultura e allo sviluppo culturale) ha sviluppato un quadro concettuale basato su quattro dimensioni tematiche trasversali:

  • "ambiente e resilienza" (raggiungimento degli obiettivi 2, 6, 9, 11, 12, 13, 14, 15, 16 e corrispondente al Pilastro "Pianeta" degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, SDG);
  • "prosperità e mezzi di sussistenza", focalizzata sulle economie sostenibili, sul reddito e sull’occupazione generata attraverso i prodotti e i servizi culturali (raggiungimento degli obiettivi 8, 10, 11 e corrispondente al Pilastro "Prosperità" dei SDG);
  • "conoscenza e competenze", potenziate attraverso la formazione, i processi, le politiche e i materiali didattici (che corrispondono agli SDG 4, 8, 9, 12, 13);
  • "inclusione e partecipazione", riguardanti le capacità delle persone di accedere alla cultura e di partecipare alla vita culturale, la libertà di espressione culturale, l’accesso all’informazione, e che riflettono gli obiettivi 9, 10, 11, 169.

Un modo empirico per vedere come la cultura sia strumentale all’implementazione degli SDG è quello di esaminare i Rapporti nazionali volontari (RNV) redatti dagli stati membri dell’ONU al fine di rilevare come essi si riferiscono alle attività culturali. Nei Rapporti regionali volontari (RRV) le biblioteche sono menzionate più volte: le biblioteche di Barcellona hanno monitorato il raggiungimento dell’Obiettivo 4; la biblioteca centrale Oodi di Helsinki è stata utilizzata come piattaforma per «lo sviluppo di nuove soluzioni con potenziale commerciale» (Obiettivo 8) e le biblioteche del Sistema urbano di Helsinky lottano per ridurre le disuguaglianze con piattaforme di apprendimento mirate a gruppi ad alto rischio e persone che necessitano di un supporto speciale (Obiettivo 10)10.
La gamma e la varietà di iniziative bibliotecarie presenti nei RNV non rende giustizia al profondo coinvolgimento delle biblioteche europee nei Fondi SIE e negli SDG. L’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile nelle biblioteche ha suscitato entusiasmo e aspettative. Per fare un esempio, più di 1.600 eventi bibliotecari sul tema si sono svolti in Francia in una settimana di settembre 2019!11
Sia i fondi SIE sia gli SDG lasciano spazio a un concetto di biblioteca più ampio, funzionale sia all’inserimento delle biblioteche nell’Agenda 2030 che all’accesso ai fondi SIE, così definibile:

Mettendo a disposizione un’ampia offerta di prodotti culturali ed educativi lungo un continuum che va dalle collezioni alle connessioni, le biblioteche europee forniscono servizi ai cittadini finalizzati all’inclusione sociale; esse giocano un ruolo chiave nell’apprendimento continuo, nella citizen science, nella ricerca, nell’innovazione e nella promozione di una cittadinanza attiva per una società democratica e sostenibile.

Obiettivi di sviluppo sostenibile e loro attuazione nelle biblioteche europee

Perché un approccio bibliotecario europeo agli obiettivi di sviluppo sostenibile
Nel settembre 2015, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che comprende 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), 169 target e 232 indicatori – un piano d’azione per i paesi dell’ONU verso la prosperità sostenibile, l’inclusione sociale e l’uguaglianza, preservando al tempo stesso il nostro pianeta e non lasciando nessuno indietro. Tutti i paesi condividono la responsabilità di contribuire, nei limiti delle loro capacità, al raggiungimento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Una strategia dell’Unione europea per lo sviluppo sostenibile è in corso dal 2001. Nel 2017 è stata istituita una piattaforma multi-stakeholder, che comprende esperti di alto livello e decisori politici in materia di sostenibilità in tutti i paesi dell’Unione europea, per sostenere e consigliare la Commissione europea sull’attuazione degli SDG a livello europeo12.
Ci sono diverse ragioni per cui l’approccio dell’Unione europea può essere considerato diverso da quello istituito a livello ONU.
In primo luogo, gli obiettivi sono interpretati alla luce del contesto dell’Unione europea. Ad esempio, l’Obiettivo 1 “Sconfiggere la povertà” è considerato un fenomeno multidimensionale. I programmi e i progetti dell’UE all’interno dell’Obiettivo 1 riguardano la povertà assoluta. Un’attenzione ancora maggiore, tuttavia, si concentra sulla povertà relativa al fine di spezzare la catena della povertà. L’Obiettivo 2 “Sconfiggere la fame” in Europa si concentra più sullo spreco di cibo e sulla sicurezza alimentare che sulla carenza di cibo. A differenza di molte regioni svantaggiate del mondo, che devono affrontare la fame, la sfida nutrizionale centrale dell’Unione europea è l’obesità; pertanto la Commissione europea ha dato priorità alla lotta contro l’obesità incoraggiando l’agricoltura biologica.
In secondo luogo, gli indicatori di sostenibilità nell’Unione europea riflettono i cambiamenti prioritari descritti nei Rapporti volontari nazionali dell’Unione europea. Eurostat ha istituito una propria serie di indicatori. Nella maggior parte dei casi essi rispecchiano quelli presenti nello schema SDG dell’ONU. In molti casi, tuttavia, gli indicatori dell’Unione europea si discostano da essi e valutano i sotto-obiettivi specifici dei paesi dell’Unione europea. Ad esempio, il principale indicatore Eurostat che valuta l’attuazione dell’Obiettivo 2 è la percentuale di obesità nella popolazione, un indicatore che non è presente fra i 13 indicatori ONU utilizzati per misurare il raggiungimento dell’Obiettivo 2 a livello internazionale.
In terzo luogo, i programmi e i progetti dell’Unione europea sono stati sottoposti a un ripensamento e si stanno riadattando per conformarsi agli SDG dell’ONU. La Commissione europea ha compiuto grandi sforzi per introdurre elementi di sostenibilità nelle attività dell’Unione europea integrando gli obiettivi degli SDG. Una grande quantità di opportunità di finanziamento è quindi disponibile per gli stakeholder europei coinvolti nell’attuazione degli SDG, a condizione che essi tengano conto delle politiche specifiche dell’Unione europea e degli obiettivi stabiliti dai programmi comunitari.

Progetti bibliotecari orientati agli SDG
Anche le biblioteche europee possono candidarsi a partecipare ai programmi dell’Unione europea per consolidare e potenziare le loro attività a favore dello sviluppo sostenibile. Devono tenere presente, tuttavia, che esiste un approccio europeo specifico che si differenzia da quello dell’ONU per quanto riguarda l’interpretazione degli SDG, la valutazione e i criteri di finanziamento. Le biblioteche non sono considerate solo lieux du livre (luoghi del libro), ma anche lieux du vivre (luoghi della vita)13. Possono coprire gli SDG in modo coerente con gli obiettivi stabiliti da un’Unione europea che ambisce a essere neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, nonché "più intelligente" e "più vicina" ai suoi cittadini.
Le biblioteche europee stanno avviando progetti con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di ampliare il loro campo d’azione. Ma, prima di tutto, devono liberarsi di quattro falsi miti che circondano l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile quando vengono applicati alle biblioteche, vale a dire l’idea che i progetti bibliotecari orientati agli SDG: a) non rientrano nella missione principale della biblioteca; b) sono di natura ambientale; c) riguardano principalmente macro-politiche fiscali e legislative; d) si adattano a progetti su piccola scala, su base locale, di natura dimostrativa.
L’elenco dei progetti bibliotecari orientati agli SDG menzionati in questo rapporto è stato redatto sulla base delle risposte ricevute dai membri di Eblida a due questionari: Obiettivi di sviluppo sostenibile e loro attuazione nelle biblioteche europee e Fondi strutturali e di investimento europei. Esempi di modelli e buone pratiche nelle biblioteche sono riassunti nella seguente tabella.

Figura 1 – Esempi e buone pratiche raccolte con i questionari Obiettivi di sviluppo sostenibile e loro attuazione nelle biblioteche europee e Fondi strutturali e di investimento europei.


Politiche e indicatori bibliotecari orientati agli SDG
Oltre le storie sugli SDG, le biblioteche possono fare un passo avanti nell’advocacy ed esplorare una narrazione più avanzata di politiche e indicatori. Sono stati individuati diversi modelli di politiche bibliotecarie. In Lettonia, gli SDG sono applicati secondo una politica "istituzionale", dove le biblioteche lettoni sono considerate "organicamente" funzionali all’implementazione degli SDG. In alcuni altri paesi, ad esempio in Francia e Germania, i movimenti dei bibliotecari verso l’Agenda 2030 sono il risultato di una moltitudine di attività, mostre ed eventi legati agli SDG. In Spagna, il caso dell’Agenda 2030 ha trovato una sistematizzazione in una proposta strategica elaborata congiuntamente dal CCB – l’organismo in cui sono rappresentate le più significative organizzazioni che operano per accelerare il cambiamento delle biblioteche – che si concentra su sei obiettivi di sviluppo sostenibile: obiettivi 3, 4, 5, 8, 10, 11 e 16. Le politiche per gli SDG possono essere individuate anche in base al modo in cui l’Agenda 2030 viene utilizzata in vari paesi europei, ad esempio se le attività bibliotecarie orientate agli SDG sono finanziate attraverso i Fondi strutturali e di investimento europei o altri programmi comunitari.
Una questione spinosa, non facilmente risolvibile, riguarda gli indicatori applicati nelle biblioteche. Le biblioteche non sono agenti economici e un quadro più completo e armonico dovrebbe misurare l’impatto delle biblioteche su: a) capacità, competenze, rappresentazioni e comportamenti individuali; b) società – in termini di inclusione sociale, istruzione, apprendimento permanente, patrimonio culturale, salute pubblica e rafforzamento della democrazia; c) economia, in termini di ritorno dell’investimento (ROI) e vita commerciale di una città o di una regione. Poiché queste misurazioni sono difficili e costose, il confronto tra gli indicatori di performance delle biblioteche e gli indicatori SDG pone un problema di pragmatismo. Quanto può essere determinante il contributo delle biblioteche al raggiungimento degli obiettivi? La risposta può essere trovata nella necessità di avere più obiettivi e indicatori ad hoc, specifici per le biblioteche, che possano essere utilizzati per valutare i progetti orientati agli SDG.

Cosa sono i Fondi strutturali e di investimento europei (FSIE) 2021-2027

Sette fondi e cinque obiettivi principali
Per consentire la coerenza con le altre politiche dell’Unione europea, le norme relative all’erogazione e all’attuazione del FESR e del Fondo di coesione sono disciplinate, per quanto possibile, dal regolamento sulle disposizioni comuni. I Fondi SIE 2021-2027 stabiliscono disposizioni comuni per sette fondi a gestione concorrente a livello dell’Unione europea:

  • FC: Fondo di coesione;
  • FEAMP: Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca;
  • FESR: Fondo europeo di sviluppo regionale;
  • FSE+: Fondo sociale europeo plus;
  • AMIF: Fondo asilo e migrazione;
  • ISF: Fondo sicurezza interna;
  • BMVI: Strumento per la gestione delle frontiere e i visti.

Ancora da adottare, la maggior parte dei finanziamenti del FESR (65-85%) si concentrerà sulla crescita intelligente e sull’economia verde, ma sosterrà anche altre attività come la connettività, le problematiche sociali e lo sviluppo locale; il Fondo di coesione continuerà a concentrarsi prevalentemente sulle infrastrutture ambientali e di trasporto14. Essendo parte del bilancio dell’Unione europea dal 2021 al 2027, il Fondo sociale europeo plus (FSE+) sarà il principale strumento finanziario per rafforzare la dimensione sociale dell’Europa15.

Cinque obiettivi principali (anche indicati come "obiettivi politici") determineranno lo sviluppo dei Fondi SIE nel 2021-2027:

  1. un’Europa più intelligente, attraverso l’innovazione, la digitalizzazione, la trasformazione economica e il sostegno alle piccole e medie imprese (PO 1);
  2. un’Europa più verde, senza emissioni di carbonio, che attui l’Accordo di Parigi e investa nella transizione energetica, nelle energie rinnovabili e nella lotta contro il cambiamento climatico (PO 2);
  3. un’Europa più connessa, con trasporti strategici e reti digitali (PO 3);
  4. un’Europa più sociale, per realizzare il pilastro europeo dei diritti sociali e sostenere l’occupazione di qualità, l’istruzione, le competenze, l’inclusione sociale e la parità di accesso all’assistenza sanitaria (PO 4);
  5. un’Europa più vicina ai cittadini, sostenendo le strategie di sviluppo a guida locale e lo sviluppo urbano sostenibile in tutta l’Unione europea (PO 5).

Come utilizzare i Fondi SIE 2021-2027 per realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile nei progetti bibliotecari
Le evidenze per questo capitolo sono state trovate in due fondamentali atti legislativi dell’UE. Il primo è la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di sviluppo regionale e sul Fondo di coesione, che è stata presentata al Parlamento europeo e che dovrebbe essere approvata in una sessione plenaria prima dell’adozione. La proposta riguarda il prossimo quadro finanziario pluriennale del FESR per il periodo 2021-2027 e prevede una data di applicazione a partire dal 1 gennaio 202116. La seconda è la Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo sociale europeo Plus (FSE+), un fondo il cui obiettivo è essenzialmente il miglioramento dell’occupazione in Europa17. Tra i sette fondi, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione (FC) e il Fondo sociale europeo plus (FSE+) sono quelli in cui le biblioteche possono trovare le opportunità di finanziamento più interessanti.
Le autorità di gestione dei Fondi SIE, che sono diverse in ogni stato membro18, stanno ora compiendo scelte fondamentali riguardo agli indirizzi politici e alla futura assegnazione dei fondi. Al fine di garantire un monitoraggio coerente dei progressi verso i risultati attesi, il regolamento mantiene anche un insieme comune di indicatori di output e di risultato.
Nelle pagine seguenti, sette tabelle corrispondenti agli obiettivi e sotto-obiettivi specifici dei Fondi SIE 2021-2027 sono combinate con i progetti bibliotecari per i quali sono state incluse informazioni nelle risposte al Survey on Sustainable development goals and their implementation in European libraries – un questionario inviato ai membri di Eblida lo scorso marzo. Per ogni obiettivo, la colonna 1 indica l’obiettivo specifico del FESR o del FSE+; le colonne 2 e 3 stabiliscono, rispettivamente, le relative realizzazioni e i risultati indicati dai documenti ufficiali dei Fondi SIE. Si può facilmente dedurre che i criteri di valutazione della Commissione europea siano piuttosto generici e non entrino nel dettaglio dei programmi. Spetta agli stati membri stabilire ulteriori criteri di valutazione.
Infine, la colonna 4 elenca esempi di progetti bibliotecari avviati per perseguire gli obiettivi dei Fondi SIE o per raggiungere specifici SDG. I progetti finanziati con i Fondi SIE e orientati agli SDG sono quindi abbinati a specifici obiettivi e sotto-obiettivi dei Fondi SIE 2021-2027. Ciò che viene mostrato nella tabella è quindi una simulazione: in base a quale obiettivo specifico dei Fondi SIE 2021-2027 potrebbero essere finanziati progetti bibliotecari orientati agli SDG?

Simulazione Obiettivo FSIE 1: un’Europa più intelligente
L’Obiettivo specifico (ii) "Raccogliere i benefici della digitalizzazione per i cittadini, le aziende e i governi", può essere di interesse per le biblioteche nella misura in cui supporta lo sviluppo di prodotti, servizi e applicazioni digitali nelle istituzioni pubbliche. La colonna 4 elenca i progetti bibliotecari che hanno dato forma all’attuazione dell’Agenda 2030 in diversi paesi, come riportato nelle risposte al documento Sustainable development goals and libraries: first European report, che il Segretariato EBLIDA sta raccogliendo.
Horizon Europe e COSME sono due dei programmi comunitari che dovrebbero essere presi in considerazione per l’Obiettivo 1 dei Fondi SIE. Horizon Europe individua, tra l’altro, aree chiave per la ricerca e l’innovazione. COSME è il programma dell’Unione europea per la competitività delle piccole e medie imprese.

Figura 2 – Fondi SIE Obiettivo 1, tavola sinottica FESR-SDG


Simulazione Obiettivo FSIE 2: un’Europa più verde e priva di emissioni di carbonio
L’Obiettivo 2 del FSIE copre in gran parte il pilastro ambientale dell’Agenda 2030 dell’Unione europea. A titolo di riferimento, il programma CE LIFE è dedicato all’ambiente e all’azione per il clima.

Figura 3 – Fondi SIE Obiettivo 2, tavola sinottica FESR-SDG


Simulazione Obiettivo FSIE 3: un’Europa più connessa
L’Obiettivo 3 dei Fondi SIE si occupa principalmente di mobilità e di sistemi di trasporto potenziati e ad alta velocità. Pertanto, è di scarsa rilevanza per i progetti bibliotecari. Tuttavia, il miglioramento della connettività digitale – Obiettivo specifico (i) – non può essere realizzato senza ciò che l’IFLA definisce come accesso "significativo" a internet nelle sue quattro sfaccettature: connettività fisica, competenze, contesto sociale e culturale, quadro normativo.

Figura 4 – Fondi SIE Obiettivo 3, tavola sinottica FESR-SDG


Simulazione Obiettivo FSIE 4: un’Europa più sociale
Il fondamento europeo dei diritti sociali è strutturato in tre capitoli – pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque e protezione e inclusione sociale – e venti principi che vanno dall’istruzione, la formazione e l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e la parità di genere alle pari opportunità e all’accesso ai servizi essenziali19. Tale fondamento europeo si sovrappone in larga misura ai pilastri sociale ed economico dell’Agenda 2030. Il programma europeo di riferimento per i diritti sociali è Erasmus+.

Figura 5 – Fondi SIE Obiettivo 4, tavola sinottica FESR-SDG


Il FSE è il principale strumento europeo per sostenere l’occupazione, aiutare le persone a trovare un lavoro migliore e garantire opportunità di lavoro più eque per tutti i cittadini dell’Unione europea. Gli obiettivi specifici da (i) a (iv) riguardano l’accesso all’occupazione, al mercato del lavoro, all’istruzione, alla formazione e all’apprendimento permanente.

Figura 6 – Fondi SIE Obiettivo 4, tavola sinottica FSE plus - SDG (i-iv)


L’obiettivo specifico da (v) a (xi) riguarda l’inclusione e l’integrazione sociale e la parità di accesso ai servizi.

Figura 7 – Fondi SIE Obiettivo 4, tavola sinottica FSE plus - SDG (v-xi)


Simulazione Obiettivo FSIE 5: un’Europa più vicina ai cittadini
Ci sono due obiettivi specifici legati all’attuazione dell’Obiettivo 5 del FSIE: il primo è legato allo sviluppo urbano e il secondo alle zone rurali e costiere nei loro aspetti sociali, economici e ambientali integrati. Solo un indicatore, tuttavia, viene applicato: popolazione coperta dalle strategie di sviluppo urbano integrato.

Figura 8 – Fondi SIE Obiettivo 5, tavola sinottica FSE plus - SDG


Il ruolo di Eblida nell’Agenda europea 2030 e nei Fondi SIE a sostegno dei progetti delle biblioteche

Dal 2019 Eblida ha orientato tutte le linee d’indirizzo strategico all’attuazione di un’Agenda 2030 nelle biblioteche europee. Eblida opera per:

  • aumentare la consapevolezza dell’esistenza di una via europea allo sviluppo sostenibile;
  • sostenere le biblioteche europee nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU;
  • confrontare gli indicatori utilizzati dalle biblioteche per monitorare gli obiettivi di sviluppo sostenibile e gli indicatori di sostenibilità dell’Unione europea;
  • aiutare le biblioteche ad allineare i loro obiettivi con i programmi dell’Unione europea per l’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile in Europa.

Ci sono tre ambiti in cui EBLIDA può sostenere utilmente le biblioteche:
a) advocacy;
b) studi e ricerche;
c) consulenza e formazione.

Advocacy
L’advocacy per le biblioteche non consiste solo nell’interlocuzione con le istituzioni europee ma anche nell’affermare l’importanza delle biblioteche per la società. Il lobbismo è un aspetto importante dell’advocacy e tuttavia l’Europa è molto più grande delle istituzioni confinate nel perimetro angusto di Bruxelles. L’attività di advocacy deve essere svolta a tre livelli: europeo, nazionale e locale.
Nel 2019 Eblida ha collaborato con Public libraries 2030 (PL2030) in un fitto lavoro di advocacy, in particolare con il Parlamento europeo. "Generation code", organizzata da PL2030, è una mostra interattiva che presenta le più innovative buone pratiche digitali provenienti dalle biblioteche pubbliche di tutta l’Unione europea. Un buon numero di eurodeputati visita la mostra e ha modo di comprendere approfonditamente ciò che le biblioteche fanno e come le tecnologie future interagiscono con le biblioteche in Europa20. Eblida stimola il coinvolgimento dei suoi membri durante l’evento, che hanno l’opportunità di sostenere le biblioteche con i membri del Parlamento europeo.
Ancora più produttivo può essere sostenere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile a livello orizzontale, in collaborazione con le associazioni bibliotecarie e con i membri di Eblida. L’advocacy dal basso consiste nel responsabilizzare i direttori di biblioteca o gli amministratori le cui competenze si estendono alle biblioteche alla conoscenza delle politiche sugli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello europeo e dei relativi indicatori. Essa consiste anche nel diffondere una cultura amministrativa della sostenibilità in relazione alle politiche nazionali e locali. L’advocacy dal basso è essenziale tanto quanto l’attività di lobbying a livello europeo.

Studi e ricerche
La Eblida SDG European House è stata inaugurata nell’ottobre 2019 con l’obiettivo di fornire servizi alle comunità a cui si rivolge Eblida attraverso strumenti, studi e ricerche e attività di formazione. La Eblida House è sostenuta dal Gruppo Eblida ELSA (European Libraries and Sustainability Assessment), il cui obiettivo è stabilire metodologie adeguate alla valutazione delle prestazioni delle biblioteche in campo sociale ed economico, e di sostenere le biblioteche a livello europeo misurando l’impatto delle biblioteche sulla società nel suo complesso.
Finora, l’output più importante della SDG European House è la Eblida Matrix, una strumentazione completa che descrive, obiettivo dopo obiettivo e programma dopo programma:
a) i programmi dell’Unione europea che perseguono obiettivi di sviluppo sostenibile rilevanti per le biblioteche;
b) gli indicatori Eurostat, e le relative tendenze, per ciascuno degli obiettivi;
c) le opportunità di finanziamento per le biblioteche nell’ambito dei Fondi strutturali e di investimento europei;
d) le politiche bibliotecarie attualmente attive in Europa che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile;
e) gli indicatori per le biblioteche (in fase di completamento).

Eblida Matrix è concepita per il settore bibliotecario, ma può essere trasferita con successo anche ad altre istituzioni culturali, come musei e archivi. Può essere utilizzata in tre modi:
a) come una bussola: per inquadrare le politiche bibliotecarie nazionali e/o regionali nel quadro più ampio delle politiche per la sostenibilità descritte nei programmi e nelle politiche europee, compresi i Fondi SIE. Le biblioteche possono allineare le loro politiche con quelle sviluppate da altri attori anche attuando gli obiettivi di sviluppo sostenibile. I partenariati con i principali attori dell’Unione europea aiutano le biblioteche a uscire dal loro isolamento; attraverso le banche dati dell’Unione europea le biblioteche possono individuare partner locali e lavorare efficacemente per le loro comunità di riferimento;
b) come una calcolatrice: per valutare in che misura i risultati delle biblioteche si allineano con gli indicatori di sostenibilità individuati per ciascuno degli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’impatto dei progetti bibliotecari orientati agli obiettivi di sviluppo sostenibile è diverso a seconda che si tratti di eventi una tantum o di politiche a lungo termine legate alle comunità locali. La loro valutazione attraverso gli indicatori di sostenibilità dell’Eurostat o mediante indicatori ad hoc prevede termini oggettivi di valutazione e colloca le attività orientate agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle biblioteche nel contesto socioeconomico più appropriato;
c) come un’insegna: per aumentare la visibilità della biblioteca e mostrare come una singola biblioteca o un sistema bibliotecario possano contribuire a salvare il pianeta e a migliorare la qualità della vita delle persone. Quando le biblioteche collaborano con partner esterni, si integrano pienamente in reti qualificate e spesso avanzate. La sezione 1 della Eblida Matrix elenca i programmi rilevanti dell’Unione europea per i quali le biblioteche possono trovare partnership appropriate per obiettivi sostenibili. Pertanto, la Eblida Matrix è anche un repertorio di opportunità di finanziamento per le biblioteche.

Consulenza e formazione
Sulla base della documentazione e degli studi sviluppati da Eblida, nel 2020 sono state organizzate attività di formazione e consulenza. La prima è il webinar congiunto LIBER-Eblida sulla citizen science21
I Fondi SIE consentono un investimento hard nel settore bibliotecario; finora le biblioteche li hanno utilizzati non assiduamente. Il Segretariato di Eblida desidera lavorare in collaborazione con i suoi membri alla realizzazione di progetti di sviluppo sostenibile nelle biblioteche e accedere ai relativi finanziamenti. Ai membri di Eblida sarà offerta consulenza personalizzata sull’uso dei Fondi SIE nelle biblioteche europee. L’attività di consulenza consisterà nel mostrare come utilizzare al meglio la Eblida Matrix e nel fornire suggerimenti e soluzioni per possibili progetti e strategie nell’ambito dei fondi SIE.

NOTE

Ultima consultazione siti web: 13 ottobre 2020.

2 Eblida, A European library agenda for the post-Covid 19 age: [work in progress], draft. Maggio 2020, http://www.eblida.org/Documents/EBLIDA-Preparing-a-European-library-agenda-for-the-post-Covid-19-age.pdf.
3 Eblida, The European structural and investment founds 2021-2027: funding opportunities for libraries, draft. Maggio 2020, http://www.eblida.org/Documents/The-European-Structural-and-Investment-Funds_%202021-2027.pdf.
4 Eblida, Sustainable development goals and libraries: first European report, draft. Maggio 2020, http://www.eblida.org/Documents/EBLIDA-Report-SDGs-and-their-implementation-in-European-libraries.pdf.
6 Si veda ad esempio Eblida, Guidelines on access policies, personnel security, social distancing and sanitation of collections, «Eblida newsletter», 2020, n. 6, http://www.eblida.org/news/april-newsletter-special-issue3.html; altre linee guida sono state pubblicate nelle successive uscite della Eblida newsletter.
7 Cfr. National Authorities on Public Libraries in Europe, Public libraries in Europe and Covid-19: findings from NAPLE members, April 2020. 30th April 2020, p. 9, https://www.culturaydeporte.gob.es/dam/jcr:fce29ea1-1b83-479b-b674-a592b255f7e4/naple-narrative-report---european-library-services-during-covid19.pdf.
8 Circostanza ampiamente riportata dalla stampa, si veda ad esempio: Robin Wigglesworth, How big tech got even bigger in the Covid-19 era, «Financial times», 1 maggio 2020, https://www.ft.com/content/d2e09235-b28e-438d-9b55-0e6bab7ac8ec; Naomi Klein, How big tech plans to profit from the pandemic, «The Guardian», 13 maggio 2020, https://www.theguardian.com/news/2020/may/13/naomi-klein-how-big-tech-plans-to-profit-from-coronavirus-pandemic; Trefis Team, Netflix stock up 14% in 2020 at $375 despite Covid-19: is it sustainable?, «Forbes», 2 aprile 2020, https://www.forbes.com/sites/greatspeculations/2020/04/02/netflix-stock-up-14-in-2020-at-375-despite-covid-19-is-it-sustainable/.
9 United Nations Educational Scientific and Cultural Organization, Culture ∣ 2030 indicators. Paris: Unesco, 2019, p. 26 e seguenti, https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000371562.
10 Ege Yildrim [et al.], Culture in the implementation of the 2030 Agenda: a report by the Culture 2030 goal campaign (project report). 2019, http://openarchive.icomos.org/2167.
13 Erik Orsenna; Noël Corbin, Voyage aux pays des bibliothèques: lire aujourd’hui, lire demain. Paris: Ministère de la Culture, 2018, https://www.culture.gouv.fr/Espace-documentation/Rapports/Voyage-au-pays-des-bibliotheques.-Lire-aujourd-hui-lire-demain.
14 Agnieszka Widuto, European regional development fund and cohesion fund 2021-2027. Brussels: European Parliamentary Research Service, 2020, https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2018/625141/EPRS_BRI(2018)625141_EN.pdf.
15 Cfr. A new stronger European social fund plus, https://ec.europa.eu/esf/main.jsp?catId=62&langId=en.
16 European Commission, Proposal for a regulation of the European Parliament and of the Council on the European regional development fund and on the cohesion fund, COM(2018) 372 final 2018/0197(COD). 29 maggio 2018, https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:52018PC0372&from=EN.
17 European Commission, Regulation of the European Parliament and of the Council on the European social fund plus (ESF+), COM(2018) 382 final 2018/0206 (COD). 30 maggio 2018, https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2018/EN/COM-2018-382-F1-EN-MAIN-PART-1.PDF.
18 La lista, paese per paese e regione per regione, è disponibile all’indirizzo https://ec.europa.eu/regional_policy/en/atlas/managing-authorities/.