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Gli incunaboli di Umberto Eco

Angela Nuovo e Aldo Coletto

Cosa fare della propria biblioteca quando si muore?
Per quel che concerne la mia collezione, ovviamente, non vorrei venisse dispersa. [...]
Cosa rappresentano le vostre collezioni per un bibliofilo?
Credo che solitamente si faccia confusione fra biblioteca personale e collezione di libri antichi. […] I libri antichi sono quelli che io ho scelto1.

L’acquisto della biblioteca di Umberto Eco

Nel luglio 2021 venne consegnata alla Biblioteca Braidense di Milano la raccolta di libri antichi appartenuti a Umberto Eco. Il trasferimento dei libri dall’abitazione milanese del possessore aveva luogo in seguito all’acquisizione da parte del Ministero della cultura, avviata nel 2018 con gli eredi di Eco. Oltre a questa raccolta, il Ministero aveva ricevuto l’archivio personale dello scrittore e studioso, quattrocento faldoni tra corrispondenza e altri manoscritti, e la sua biblioteca moderna, circa 44.000 volumi, entrambi destinati per novant’anni a titolo di deposito all’Università Alma mater di Bologna, dove Eco aveva insegnato fin dal 1971. Si tratta di una delle acquisizioni bibliografiche più rilevanti portate a termine dal Ministero negli ultimi decenni. Questo eccezionale evento, reso noto dagli organi di stampa e dalla Braidense stessa nel febbraio 2021, ha trovato larga eco nei media non solo italiani2.
Alla collocazione del nuovo fondo la Braidense ha destinato una sala, direttamente accessibile al pubblico, in cui i libri saranno disposti nelle scaffalature nello stesso ordine ideato dal professore per la sua abitazione. Nella sala saranno collocate alcune vetrine per l’esposizione a rotazione degli esemplari più significativi della collezione e sistemi di consultazione delle riproduzioni digitali dei volumi3. Si è già provveduto all'inventariazione del fondo e alle operazioni preliminari di catalogazione e sono stati avviati contatti con l’Università di Bologna per iniziative di promozione della conoscenza e dello studio della raccolta.
La collezione di libri antichi di Eco conta circa 1.200 edizioni anteriori al Novecento, un migliaio delle quali non possedute dalla Braidense. Ben trecento di esse risultano assenti da raccolte pubbliche italiane. Alcuni autori, come Athanasius Kircher, Lorenzo Pignoria, Guillaume Postel, e specifici filoni collezionistici della raccolta, come l’alchimia, la fisiognomica, la mnemotecnica, sono rappresentati nei fondi storici della Braidense e li completano. Molte di queste opere sono richiamate nei saggi e romanzi di Eco, a testimonianza della stretta relazione tra attività di ricerca accademica, creazione artistica e interessi collezionistici: per il Nome della rosa e Baudolino le edizioni di Aristotele e San Tommaso, Ubertino da Casale, la trattatistica medievale di Alberto Magno, Isidoro di Siviglia e Vincenzo di Beauvais. Per l’Isola del giorno prima l’ispirazione scaturisce dalle opere geografiche dell’antichità classica, Pomponio Mela e Tolomeo, da quelle rinascimentali della geografia precedente le esplorazioni transoceaniche, l’Isolario di Benedetto Bordone e l’Itinerario verso Gerusalemme di Breydenbach, e dalle opere ermetiche e alchemiche e degli inizi della scienza sperimentale: Galilei e Kircher, Fludd e i Serragli di Tommaso Garzoni. Molte di queste edizioni (Breydenbach, Colonna, Fludd) hanno un elevato valore antiquario.
La disponibilità a Milano di questa collezione consentirà di integrare la documentazione relativa alle attività di Eco sia come studioso e collaboratore della Casa editrice Bompiani, che come fondatore e presidente, tra il 1991 e il 2012, dell’Associazione milanese dei bibliofili Aldus Club e infine direttore, per qualche anno, dell’Almanacco del bibliofilo e promotore, per conto dell’Associazione, di esposizioni e conferenze su bibliofilia e collezionismo librario anche in Braidense.

Catalogo degli incunaboli di Umberto Eco

Sono 36 gli incunaboli di Umberto Eco, una raccolta numericamente limitata ma accuratamente scelta.

Io ho solo una trentina di incunaboli ma ho certamente quelli di cui un collezionista non può fare a meno (gli incontournables, come va di moda dire oggi in Francia, quelli a cui non puoi girare intorno), come per esempio l’Hypnerotomachia Polifili, la Cronaca di Norimberga, i libri ermetici tradotti da Ficino, l’Arbor vitae di Ubertino da Casale, che è diventato uno dei personaggi del mio Nome della rosa, e così via. La mia collezione è molto orientata. Si tratta di una Bibliotheca semiologica curiosa lunatica magica et pneumatica, detto altrimenti di una collezione dedicata al sapere occulto e al sapere falso. Ho Tolomeo, che si sbagliava sul moto della Terra, ma non ho Galileo, che aveva ragione4.

La fonte principale per ricostruire la storia interna di questa raccolta e le modalità di acquisto del proprietario è costituita dalle schede che lo stesso Eco compilò (o fece compilare sotto la sua supervisione) per ognuna delle edizioni antiche che possedeva: da questo vasto schedario abbiamo estratto le schede degli incunaboli. Dal punto di vista materiale, si tratta di fogli A4 stampati da computer e incollati su schede in cartoncino, con rare aggiunte manoscritte.

Figura 1 – Una scheda dal catalogo originale di Umberto Eco

La strutturazione delle informazioni nelle schede è costante, simile al modello del Gesamtkatalog der Wiegendrucke, ma ricalca soprattutto il linguaggio in uso nel commercio antiquario. La maggior parte delle informazioni appaiono infatti desunte da cataloghi a stampa di librai antiquari, o da descrizioni approfondite create per l’acquirente da parte dei suoi fornitori, o da specialisti. Non mancano però le aggiunte sicuramente di Eco: ad esempio il nome del libraio fornitore, o il prezzo di vendita, o le analisi più dettagliate nelle quali le caratteristiche della «mia copia» sono comparate alle altre di cui aveva notizia. Affiorano talvolta tracce del piacere della ricerca bibliografica e della soddisfazione del possesso, fino alla registrazione dello sconto ottenuto al momento dell’acquisto, nelle quali non è difficile riconoscere la personalità del proprietario.
I librai antiquari e le case d’asta menzionati sono Ackermann, Bardón, Bromer, Brouwer, Buddenbrooks, Chastenay, Els Llibres del Tirant, Estates of Mind, Finch, Fletcher, Gaskell, Gilhofer, Gonnelli, Govi, Günther, Halwas, Hill, Hünersdorff, J. King, Kraus, Lardanchet, Latude, Maggs, Martayan, Mediolanum, Miraglia, Panini, Perini, Polifilo, Pregliasco, Quaritch, Quentin, Rappaport, Rittman, Rosenthal, Rovello, Schäfer, Scheler, Schumann, Sermoneta, Soave, Sokol, Sotheby, Sourget, Ursus, Valette, Watson, Zisska & Kistner. Il numero dei mercanti che Eco seguiva o di cui possedeva i cataloghi è di per sé eloquente della grande passione ed energia investita nella costruzione di questa collezione. Con alcuni di loro Eco aveva un rapporto speciale5. Il maggior numero di informazioni di prezzo è datato tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni del nuovo secolo, con un’alta concentrazione negli anni Novanta, periodo in cui Umberto Eco animò varie iniziative a Milano, come la fondazione dell’Aldus Club (1989) insieme a Mario Scognamiglio, titolare della Libreria Rovello, o le prime manifestazioni annuali della Mostra del libro antico. La maggior parte degli acquisti venne effettuata in quel periodo.
L’eccezionalità di questa raccolta non può sfuggire. Non si tratta solo della biblioteca dello scrittore e studioso italiano ra i più noti al mondo, o del bibliofilo appassionato che tanto si è speso per diffondere e rendere comprensibile a un vasto pubblico il valore dei libri. Umberto Eco ha posto la biblioteca, come luogo concreto e come metafora, al centro della sua attività intellettuale, fino a renderla protagonista del suo romanzo più famoso. La pubblicazione del contenuto delle sue schede è perciò un altro modo per entrare in questa celebre biblioteca, che si aggiunge a tutti gli altri che l’autore ci ha offerto: da quelli artistici e filosofici, che percorrono tutta la sua opera, a quelli suggestivamente documentari6.
Ciò che segue è quindi la pubblicazione di questi materiali, focalizzata sulle informazioni che riguardano il singolo esemplare posseduto da Eco. Non vengono riportate invece la vera e propria descrizione bibliografica e la serie dei rinvii ai repertori incunabolistici. Ogni edizione è da noi identificata con il numero e la descrizione ISTC, la fonte che più sinteticamente dà oggi la possibilità di raggiungere tutte le informazioni disponibili in relazione a una determinata edizione, e l’unica che non venne mai usata da Eco7.
La trascrizione della schedatura di Eco è invece completa per quanto riguarda le caratteristiche dell’esemplare, frequentemente complete di provenienze, e le altre note, molto spesso riferite al prezzo pagato e al confronto con i prezzi richiesti da altri librai.
Le note a piè di pagina rappresentano una nostra integrazione tesa a favorire una migliore comprensione degli elementi trascritti8.

[1] Augustinus, Aurelius. De civitate dei. Rome: Conradus Sweynheym and Arnoldus Pannartz, 1470, fol. (ISTC ia01232000)9.

[2] Alanus de Insulis. Distinctiones dictionum theologicalium. [Strassbourg: C.W., not after 1473], fol. (ISTC ia00169000).

(40*29). Ril. coeva in pelle abilmente restaurata ai giunti, con nervi. Larghe iniziali, ornate in rosso e blu a inizio dei singoli paragrafi, il resto interamente rubricato in rosso e blu. Solo una ventina di carte con lievissimo alone, il resto fresco e marginosissimo.

[3] Alberti, Johannes Michael. De omnibus ingeniis augendae memoriae. Bologna: Franciscus (Plato) de Benedictis, 24 Jan. 1491, 4° (ISTC ia00210000).

(21,3*15,5). Ril. cartone settecentesco rivestito da manoscritto tedesco, dorso, margini e angoli dei piatti usurati. Interno marginoso e fresco (con piccolo strappo e lieve smarginatura alla prima carta, insignificanti fioriture ai margini di alcune carte).

14.500. Pregliasco 2010.

[4] Albertus Magnus. Secreta mulierum et virorum (cum expositione Henrici de Saxonia). Rome: [no printer], ‘8 July (or 8 Nov.) 1499’, 4° (ISTC ia00321000).

(21*15,5). Ril. perg. moderna uso antico, con lacci cuoio. Interno marginoso e fresco.

400

Sermoneta ’88.

[5] Albumasar. Introductorium in astronomiam. Tr: Hermannus Dalmata. Augsburg: Erhard Ratdolt, 7 Feb. 1489, 4° (ISTC ia00359000).

(21,5*15,5). Bella rilegatura moderna mezzo marocchino con piatti marmorizzati stile XVIII secolo. Marginoso e fresco. Barbe. Sotto il titolo ex libris ms «petri de Oborniky, Artium liberalium Magistri». Si tratta del medico polacco Peter Wedelicki, o Vedelicius, o Lexthan de Oborniki, nato nella seconda metà del XV secolo, laureato a Padova e poi professore di medicina a Cracovia, dove ha fondato un ospedale per appestati e sifilitici; traduttore di Ippocrate in latino (cfr. Hirsch V, p. 876)10. Della stessa mano sono le eleganti note ms coeve al margine di quasi ogni pagina e probabilmente le prime tre righe nell’ultima carta bianca montata (seguono note probabilmente di altra mano e posteriori).

1650

Hill ’96.

[6] Dante Alighieri. La Commedia. Comm: Christophorus Landinus. Ed: Piero da Figino. Add: Pseudo- Dante: Il Credo. Venice: Bernardinus Benalius and Matteo Capcasa (di Codecà), 3 Mar. 1491, fol. (ISTC id00032000).

(29,2*21). Legatura secentesca piena pergamena, taglio blu, camicia tela, astuccio mezzo marocchino nero con titolo oro al dorso. L’Antiporta è rilegata all’inizio mentre dovrebbe essere a1. Bell’esemplare, malgrado rari aloni e macchie marginali, rinforzi nel margine interno di pochi fogli, restauro nell’angolo inf. interno della carta IX con qualche lettera rifatta a penna; qualche lavoretto di tarlo negli ultimi fogli, chiose manoscritte cinquecentesche passim. Esemplare appartenuto alla famiglia Orsini (Roma, armi a penna nello scudo della xilografia al verso del f. s1), in seguito, al Conte Valperga di Masino e di Caluso11 (del quale l’esemplare reca l’ex-libris) ed in fine all’importante raccolta di figurati di John A. Saks (asta Christie, N.Y. 1980)12.
Le edizioni di Dante sono: 1° Foligno Numeister [sic] 1472, Mantova 1472, Venezia, 1472, Napoli 1477 e 1478c, Venezia 1478, Venezia con commento di Benvenuto da Imola 1477, Milano 1477, Firenze prima illustrata con commento Landino 1481, Venezia 1484, Brescia seconda illustrata 1487. Questa è la dodicesima, terza illustrata ma la prima con le illustrazioni del Paradiso e con le revisioni di Pietro da Fighine al Commento del Landino. L’illustrazione dell’edizione di Brescia 1487 si fermava al secondo canto del Paradiso. La prima illustrata era Super Royal folio, la seconda Medium folio e questa Chancery folio. Le xilografie sono state attribuite a un Maestro di Pico, ed entro la fine dello stesso anno sono state riprese nell’edizione di Petrus de Plasiis, 18 novembre 1491, poi riusate ancora nel 1493 e 1507. Precedono il testo nel Proemio un’Apologia e la Vita di Dante e un testo latino del Ficino.

4500

Pregliasco 97.

[7] Annius, Johannes, Viterbiensis. Auctores vetustissimi (without commentary). [Venice]: Bernardinus Venetus, de Vitalibus, [not before Aug.] 1498, 4° (ISTC ia00749000).

(18*13,5). Ril. vitello moderna, nervi. Leggeri segni di sporcizia sul ftsp, ma fresco. Note ms coeve al margine destro, rifilato.

Ampie notizie in Stephens, Giants of those days13. Uscito lo stesso anno dell’edizione Silber in folio, contiene i presunti testi degli storici antichi, tra cui Beroso, ma non i commenti di Annio. Seguono Parigi Gourmont 1509 e Parigi Marnef 1510, una ristampa senza data e una contraffazione Strasburgo 1511. La prima ristampa completa che cerca di porre un certo ordine nel caos dell’editio princeps è Badio e Petit 1512 (con una Burgos Alemani 1512). La 1515 corregge la 1512. Seguono, tutte con vari titoli e materiali estranei, 1530, 1534, 1543 (tr. italiana), 1545, 1550 (tr. it.), 1552, 1554-55, 1583, 1599, 1612.

670 Sokol 01

[8] Annius, Johannes, Viterbiensis. Auctores vetustissimi (Comm: Johannes Annius). Rome: Eucharius Silber, 10 July 1498, 3 Aug. 1498, fol. (ISTC ia00748000).

(31,8*21,4). Forte rilegatura tedesca, coeva, scrofa su piatti in legno con impressioni a freddo, nervi al dorso. Marginoso e fresco, salvo poche carte col blocco tipografico arrossato e alcune gore al margine superiore da A a D. Minuscoli tarli marginali alle prime carte, più sensibili alle ultime, dove talora affettano, ma in modo spesso impercettibile, parti di lettere. Sul piatto anteriore, etichetta in carta con autore e titolo in lettere gotiche, a inchiostro. Etichetta sbiadita sul dorso. Alcuni alberi genealogici con le connessioni tra nodi tracciate a inchiostro.
L’edizione presenta strane caratteristiche che, a giudicare dalla descrizione di Hain, e inferendo dal registro, non appartengono alla copia. Il registro porta in &4v, abcdefghi, ABCDEFGHIKLMNOPQRSRVXYZ&. In effetti la sequenza è abABCDEFGHIKLMNOPQRSTVXYZ&cdefghaik. Come si vede c’è una segnatura k in più. In A1r inizia un liber vi, il che farebbe supporre che le ultime carte con numerazione minuscola sono state rilegate in fondo per sbaglio. Ma un controllo con l’edizione 1515 non rende probabile questa ipotesi. Anche rimettendo all’inizio la segnatura a-k (il che sarebbe peraltro impossibile perché k6 reca un colophon con data successiva a quella del colophon in &, ultima secondo il registro) non si otterrebbe alcun ordine razionale. L’incunabolo appare estremamente confuso rispetto alle edizioni 1512 e 1515, suddivise regolarmente in libri. Non si può sospettare di alcuna mancanza perché collazionando 1498 con 1515 le parti ci sono tutte, salvo c[h]e in 1498 sono disposte in un ordine che sembra casuale, senza una chiara divisione in libri14.

2300

Quaritch ’96. Kistner 96, meno bello: 1200.

[9] Auerbach, Johannes. Processus iudiciarius. [Strassbourg: Johann (Reinhard) Grüninger, about 1488-1489], 4° (ISTC ia01208000).

(19,7*13,7). Legatura coeva in vitello su piatto di legno, con due fermagli integri. I piatti sono divisi da triplici filetti in pannelli che contengono armi (dell’abbazia cistercense di Heilsbronn), motivi floreali e geometrici, e per sei volte un volto umano cornuto con le iniziali ‘fm’ (o ‘em’). Dorso con 5 nervi e motivi floreali incisi. Piatti molto ben conservati, con piccola abrasione all’angolo sinistro superiore del primo piatto. Dorso debole superiormente ai giunti, con danni alla cuffia superiore e una fessura alla cuffia inferiore. La debolezza ai giunti si avverte nei risguardi all’inizio. Testo con sensibili gore, molte marginali e molte che affettano il testo, ma che si amalgamano con le rubricature, nel senso che rendono sopportabile la patina del tempo. In complesso copia solida nonostante i segni dell’età, con carta gradevole al tatto. Legatura attribuita al Mosè Cornuto, legatore di origine ebraica, divenuto fratello laico benedettino, che ha lavorato all’abbazia cistercense di Heilsbronn e che usava come firma una testa cornuta15. In un’altra rilegatura la testa è accompagnata da un’iscrizione che specifica che questo rilegatore era Moses, anno 1489. Le iniziali FM significherebbero «frater Moses». Raro trovare ebrei come rilegatori all’epoca, per le interdizioni riguardanti molti mestieri (Goldschmidt, Gothic and Renaissance Bookbindings, n. 29). Di Moses si conoscono 378 rilegature eseguite tra 1467 e 1500, con 100 che contengono lo stampo della testa cornuta. Kryss [sic] (Tafel 28, n. 2 & 5) divide le rilegature del monastero in due gruppi, e gli stampi di Moses apparirebbero solo nel primo gruppo, mentre questa copia ha anche stampi appartenenti al secondo gruppo (1496-1527). È dunque probabile che questa rilegatura sia databile 1496-1500. Sull’icona del volto cornuto cfr. Joshua Trachtenberg, “The Devil and the Jews”, capitolo “With Horn and Tails”)16.

[10] Bartholomaeus Anglicus. De proprietatibus rerum. Lyon: Nicolaus Philippi and Marcus Reinhart, 29 July 1480, fol. (ISTC ib00132000).

(29,4*21,2). Bella rilegatura ottocentesca in pelle con motivi a freddo sui piatti di stile rinascimentale, nervi e titolo oro sul dorso (con 4 fogli bianchi a inizio e 4 alla fine inseriti dal rilegatore), leggermente usurata a cuffie e giunti. Interamente rubricato in rosso. Marginosissimo. Fori di verme, leggere gore marginali passim, qualche minima riparazione marginale, ma in complesso molto fresco. Ex libris Van den Corput17. In a2 firma ms Eusebio Sorethand. Poche note ms coeve. Nei fogli aggiunti dal rilegatore note ms ottocentesche con particolari bibliografici.

1750

Hill ’96. Bardon 95, 1483: par Fletcher 1492: 1600. Sourget 96, 1494, con 18 legni, edizione spagnola: 6000. Schaefer 1519: 570 [aggiunta manoscritta Sourget, 1494: 7500].

[11] Biblia latina. Venice: Nicolaus Jenson, 1476, fol. (ISTC ib00547000).

(29,5*19,5). Prima pagina rubricata due colori, e rubricatura in rosso al verso. Bella rilegatura marocchino rosso nervi e fregi al dorso, fregi ai piatti. Marginoso e fresco con qualche lieve alone marginale alle ultime segnature. Margini di R4 e R5 rifatti. Prima edizione Jenson della Vulgata. Primo stampatore non tedesco.

15.000 Rovello 2010

[12] Columna, Franciscus. Hypnerotomachia Poliphili. Add: Leonardus Crassus, Johannes Baptista Scytha and Andreas Maro. Venice: Aldus Manutius, Romanus, for Leonardus Crassus, Dec. 1499, fol. (ISTC ic00767000).

(28,9*19,1). Ril. in marocchino nero moderno con nervi, filetti a freddo interni, taglio dorato. Margini inferiori restaurati in a1, a2, a3, a6 e p6, piccolo restauro in F3, foglio d’errata montato con margini interamente restaurati. Margini rifilati rispetto ad altre copie, ma con belle proporzioni. Sui fogli di ctsg ex libris Beauvillain18.

Esempi margini: Bibl. Mag.: 27,5*20. Eco: 28,9*19,1. Halwas: 28,9*19,1. Finch 96: 30*19,6. Valette: 30,8*19,7. Finch 94: 31,1*20,5. Kraus 86: 31,1*21. Mellon: 31,4*20,7. Asta Sotheby 94: 31,9*21,4.

6000 (con sc B, 39K)

Sourget ’89, Kraus 86: 2300 (senza errata). Valette n. 9: 9100 (30,8*19,7). Quaritch 91: 18000. Martayan 92: 10000. Finch 94: 18700 (composita). Halwas 8400 (composita). Sotheby 94 (31,9*21,4): 24000. Finch 96: 20000. Quaritch: 18700

[13] Dionysius Periegetes. De situ orbis (Tr: Antonius Beccaria). Venice: Franciscus Renner, de Heilbronn, 1478, 4° (ISTC id00254000).

(20,4*14,9). Solido dorso di scrofa su piatti di legno, fermaglio completo, tutto uso antico. Carte freschissime e marginose. Solo le ultime hanno leggere gore a marginali interne. La penultima montata con restauro al margine verticale in alto. L’ultima, montata, è lacera con perdita di alcune parole nelle prime 6 linee in recto e di 8 voci di indice al verso.

[14] Duranti, Guillelmus. Rationale divinorum officiorum. Ed: Johannes Aloisius Tuscanus. Vicenza: Hermannus Liechtenstein, 1480, fol. (ISTC id00423000).

(19,5*30,5) Intera rubricatura in rosso con capilettera e incipit dei vari libri in diversi colori, di fattura piuttosto rozza. Mancano le due carte finali bianche.

Solida rilegatura in pergamena antica riadattata. Le prime due carte sono abbondantemente restaurate con perdita di alcune lettere all’inizio. Per il resto gore marginali e macchie passim, ma ampi margini. Postille coeve ad alcuni margini.

Euro 5200. Perini. Prezzo originale 6000. Copia notificata. Latude 05, Koberger 1480 ben rubricato, rilegato scrofa assi di legno, fermaglio, Euro 20.000.

[15] Hermes Trismegistus. De potestate et sapientia Dei (Tr: Marsilius Ficinus). Venice: Lucas Dominici F., Venetus, 15 May 1481, 4° (ISTC ih00079000).

(20*14). Piatti coevi con impressioni a freddo montati su legatura moderna, nervi al dorso. Due controsguardie restaurate con frammento ampio di antico codice pergamenaceo. Qualche macchia agli angoli o ai margini, ma nel complesso molto fresco. Tre cc bianche all’inizio e quattro alla fine, inserite anticamente dal primo legatore: sulla prima, firma ms probabilmente del XVI secolo «Andrea Chicherius possidet» e altre note cancellate. Su π1r, «Jo. Baptiste Dosene emp. pridie Idus (?) Aprilis MDXXI Papia (?)». Varie note ms probabilmente coeve nel testo. In π1 e una volta all’interno, timbro sbiadito di biblioteca. Ex libris Alfredo Toaff19. In colophon monogramma ms coevo GA ripetuto due volte.

1000

Gonnelli 94.

[16] Hyginus, Gaius Julius. Poetica astronomica. Ed: Jacobus Sentinus and Johannes Lucilius Santritter. Venice: Erhard Ratdolt, 14 Oct. 1482, 4° (ISTC ih00560000).

(20,4*14,9). Solido dorso di scrofa su piatti di legno, fermaglio completo, tutto uso antico. Carte freschissime e marginose. Due illustrazioni (d8v e e7r) bene imitate a margine, a matita, da mano certo non coeva (con effetto curioso e non sgradevole).

Le incisioni, copiate da manoscritti medievali, sono servite da modello per molte edizioni seguenti, 1° edizione non illustrata, Ferrara, 1475. Questa è la prima edizione illustrata e prima rappresentazione delle costellazioni. Cfr. Watson, Celestial cartography in book form [1]482-1801, e Warner, The sky explored20. La copia Watson 94: (19*13,7) 58 ccnn, la prima bianca.
Watson, 5, 94, solo questo incunabolo, rilegatura settecentesca: (4100). Sotheby 94 due copie (21,7*15,9) e (20*14,8) con macchie e difetti: da 1600. Kraus 95 (20*14,8) senza la prima bianca, colorato, con in più 12 cc ms e interessanti ex libris: 6000. Kraus 95, con rubricature: 6000. Nef 96, 1485: 3500. Gaskell 96: 3600. Lardanchet 96: 2300.

4100

[17] Isidorus Hispalensis. Etymologiae. [Strassburg: Johann Mentelin, about 1473], fol. (ISTC ii00182000).

(40*29). Ril. coeva in pelle su legno abilmente restaurata ai giunti, con nervi, cuffia superiore debole, parte dei fermagli. Mancano piccole borchie sui piatti, piatto posteriore con piccole abrasioni, nel complesso solido e gradevolissimo. Sul primo piatto riquadro con titolo inquadrato in metallo. La rilegatura è belga, probabilmente fatta a Lovanio. Impressione a freddo contemporanea sui piatti con ricchi ornamenti quadrangolari con (sul primo piatto) animali, bordo di foglie e linee. Larghi capilettera riccamente miniati in rosso e blu a inizio di vari libri e spesso dei capitoli, grandi capilettera bicolori ad ogni paragrafo, il resto interamente rubricato in rosso e blu. Marginosissimo e freschissimo con carta forte e crocchiante.
Annotazione ms illeggibile alla prima controsguardia. Nota ms contemporanea sulla prima carta, parzialmente cancellata: «Hoc volumen conventui beatae mariae virginis in betheleem propre lovanium venerabilis dominus magister iohannes de gringenem artium magister et sacrae paginae professor xxx? et orent fratres devote pro eum dignum et iustum est». Questo Johannes che offre il volume al convento di Bethleem era probabilmente un teologo dell’abbazia di Grimbergen (ordine dei premostratensi) fondata al XII secolo al nord est di Bruxelles. Il Dictionnaire d’histoire et de géographie ecclésiastique (2, 1988, col, 269-272) cita un religioso di questo nome attivo all’epoca della stampa delle due opere, Jean van der Molen, abate di Grimbergen dal 1469 al 1477. Non si può tuttavia escludere l’ipotesi di un erudito laico, perché i premostratensi all’epoca accoglievano anche laici che accettavano la spiritualità dell’ordine. O potrebbe trattarsi di un membro della famiglia dei Grimbergen (fiamminghi del Brabante) che frequentavano l’università di Lovanio, fondata nel 1425.

100.000 Scheler 2010.

[18] Jacobus Philippus de Bergamo. Supplementum chronicarum. Venice: Bernardinus Benalius, 15 Dec. 1486, fol. (ISTC ij00210000).

(30,5*20,7). Bella e ricca rilegatura moderna in marocchino avana, filetti dorati e a freddo sui piatti, nervi e ornamenti al dorso, taglio dorato. Esemplare abbastanza marginoso. Carte dell’indice con il margine ampiamente restaurato. Verme (parzialmente restaurato) dalle ultime righe al margine inferiore delle prime 60 carte, con perdita di almeno una lettera per pagina. Successivamente il foro affetta solo il margine, decrescendo sino a scomparire dopo B1. Ex libris Raul Harth21.

2400

Sourget ’94. Lardanchet 91: 2000. Hünersdorff 94: 2700. Sotheby 94 (31,1*21,5) con vari ex libris antichi, ma con verme, arrossature e macchie: da 4800 a 6400. Gonnelli 94, 1492, acquerellato: 1800. Miraglia 91, 1490: 8800. Rappaport 92, ed. italiana (Supplementi delle croniche, Venezia 1552): 680. Rappaport 94, 1491, mancante di un folio [sic]: 1400. Mediolanum 95, 1492: 2500. Fiammetta Soave 95, 1492: 1250. Rosenthal 96 (con Rolewinck) 1484: 1800. Sourget 97: 3600.

[19] Jamblichus. De mysteriis Aegyptiorum, Chaldaeorum, Assyriorum. Tr: Marsilius Ficinus. Add: Proclus: In Platonicum Alcibiadem; De sacrificio et magia; Porphyrius: De divinis et daemonibus; Synesius: De Somniis; Psellus: De daemonibus; Priscianus et Marsilius Ficinus: In Theophrastum De sensu ... ; Alcinous: De doctrina Platonis; Speusippus: De Platonis definitionibus; Pythagoras: Aurea verba et symbola; Xenocrates: De morte; Marsilius Ficinus: De Voluptate. Venice: Aldus Manutius, Romanus, Sept. 1497, fol. (ISTC ij00216000).

(30*20,8). Interamente rubricato in rosso e blu. Capolettera iniziale in rosso e giallo con decorazioni.

Ril. in bella pergamena settecentesca, con tassello oro al dorso e taglio marmorizzato. Interamente rubricato rosso e blu, freschissimo e marginosissimo. Numerazione ms coeva al margine superiore da 113 a 297. Annotazioni ms coeve in a1 recto.

25.000 Euro. Scheler 03: 30.000 Euro.

[20] Mela, Pomponius. Cosmographia, sive De situ orbis. Venice: Franciscus Renner, de Heilbronn, 1478, 4° (ISTC im00450000).

(20,4*14,9). Solido dorso di scrofa su piatti di legno, fermaglio completo, tutto uso antico. Carte freschissime e marginose.

Kraus ’94. Mediolanum 1477: 1600.

[21] Paulus Pergulensis. Compendium logicae. Add: De sensu composito et diviso (Ed: Jacobus Sentinus). Venice: Baptista de Tortis, 13 Sept. 1486, 4° (ISTC ip00192000).

(18*13). Ril. marocchino moderno. Interamente rubricato in rosso, gore e arrossature su alcune carte. La rifilatura spesso mutila interessanti ed eleganti annotazioni coeve in rosso e nero. Comunque gradevole per gli schemi e le rubricature. In a1v due annotazioni ms di appartenenza (Vespinis a Calasio?)22. Ultima carta rinforzata al margine interno con bandella di ms coevo.

400

Mediolanum ’89.

[22] Petrus de Abano. De venenis. Add: Matthaeus Silvaticus: De lapide begaar ex Pandectis. Rome: [Stephan Plannck], 29 Apr. 1484, 4° (ISTC ip00441000).

Pietro d’Abano (1250-1318?). Cf. Naudé, Apologie23. Vasta trattazione in Thorndike II, 7024. Il trattato sui veleni è stato scritto o per papa Onorio IV o per Giovanni XXII.

10.000 mostra Milano 08. Richiesti 13.500.

[23] Plinius Secundus, Gaius (Pliny, the Elder). Historia naturalis. Ed: Philippus Beroaldus. Venice: Marinus Saracenus, 14 May (14 June) 1487, fol. (ISTC ip00795000).

(28,5*19,5) Ril. moderna uso monastico, dorso pelle con fregi in oro e assicelle ai piatti, nuovissima e di dubbio gusto. Interno fresco, salvo lievi gore all’inizio, lievi arrossature passim e una minuscola bruciatura a P1 che affetta quattro lettere. Margini apparentemente ampi ma in effetti molto rifilati, così che appaiono rifilate alcune annotazioni a mano coeve.

340

Pregliasco ’87.

[24] Ptolemaeus, Claudius. Quadripartitum (tr: Plato Tiburtinus) comm: Hali. Add: (pseudo-) Ptolemaeus: Centiloquium (tr: Johannes Hispalensis) comm: Hali. Venice: Erhard Ratdolt, 15 Jan. 1484, 4° (ISTC ip01088000).

(21*15,7). Rilegato in pergamena moderna, tassello sul dorso. Diagramma da a2v ricalcato a penna in a1r. Alcune annotazioni ms coeve in qualche carta. Passim, fioriture e arrossature, ma in complesso fresco e solido.

1600

Mediolanum ’95. Quaritch ?: 2500. Hill 96: 2100. Hill 97: 2465. Chastenay 97: 2344.

[25] Publicius, Jacobus. Artes orandi, epistolandi, memorandi. [Augsburg:] Erhard Ratdolt, 20 Jan. 1490, 4° (ISTC ip01098000).

(20,4*14,5). Legatura in pergamena inizio secolo. Ex libris Marcellus Schlimovic25. Bell’esemplare marginoso e fresco col puntatore che spesso manca. Poche macchie e piccole gore marginali. La carta 67v con il grande marchio di Ratdolt è colorata in rosso.

Vastamente trattato in Yates (in particolare p. 76 e 101 sgg) per cui è il primo trattato a stampa sulla memoria, con forti influenze tomistiche e dantesche. È anche il primo trattato a stampa con illustrazione di alfabeti mnemotecnici (e secondo Chicco-Sanvito, Bibl. degli scacchi, n. 172, la xilografia di f. 65 è la più antica riproduzione stampata in Italia di una scacchiera e relativi pezzi). Nel 1460 il monaco inglese Thomas Swatwell in un ms copia praticamente il Publicius, segno che ne esistevano già ms circolanti (Cfr Ludwig Volkmann, Ars Memorativa, Wien 1929). Per Rossi (Clavis: 51) Publicius influenza Spangenberg (ma il diagramma mnemotecnico dei cieli sembra influenzare anche Rosselli). Una nota integrativa apposta da Diodati alla voce Mémoire dell’Encyclopedie di Lucca 1767 cita Pietro da Ravenna, Romberch, Rosselli, Petrarca e Publicius. Bulzoni (La stampa della memoria) cita molto 1482 e 148526.

  1. Pregliasco ’99. L’unico esemplare passato in asta negli ultimi trent’anni, in pergamena moderna nel 1987 è stato venduto a 11.500 dollari.

[26] Regiomontanus, Johannes (Müller, Johann, of Königsberg). Kalendarium. Venice: Erhard Ratdolt, 9 Aug. 1482, 4° (ISTC ir00094000).

(20,7*14,5). Ril. cartone coevo, con una carta bianca inserita dal legatore. C3 rimarginata in epoca posteriore, sul recto della quale è applicato un disegno a penna raffigurante uno stemma con trofei. Margine inferiore molto ampio, gli altri regolari. Gora al margine superiore interno per 14 cc. Macchie di pollice. In C1r dedica ms («Donato dal sign. Antonio G…i»).
Storia complessa. Secondo Hain-Copinger 1° ed. Norimberga 1475 (poi in Corrigenda 1473), prima Ratdolt 1476, poi sullo stesso modello 1482. Secondo Goff (R-94/103) Norimberga, Johann Müller 1975 [sic] (non tiene conto della correzione Hain), Ratdolt 1476, 1482, 1485, 1489, 1492, 1496, due 1499, 1696 [sic] e un 1476 in italiano. Per Graesse Norimberga verso 1475, 1476, 1482, e poi le stesse edizioni di Goff. Però Brunet cita il solito Norimberga 1475 e 1476 (con un carme al fts che recita «Bernardus pictor de Augusta – Petrus loslein de Langencer [sic] – Erhardus ratdolt de Augusta») ed una edizione Ratdolt in italiano di cui esiste nella biblioteca municipale di Augusta un esemplare in pergamena, e un Ratdolt tedesco 1478. Graesse cita due edizioni in tedesco 1473, Johann von Könsperg Kalender, in blocchi silografici e Deutsche Kalender in caratteri mobili, e un Ratdolt in tedesco 1478. Cita un 1482 in agosto e un altro in settembre. Mellon dice che 1482 è la seconda edizione latina, il che contrasta con le affermazioni degli altri cataloghi. Però se 1473 esistesse solo in tedesco e il primo Ratdolt latino fosse 1476, l’affermazione sarebbe vera. Quello che appare chiaro è che di 1482 esistono più tirature. Hain riporta un incipit leggermente diverso dalla mia: «In laudem operis kalendarij s. huius Iohanne de monte regio editi germanorum; decoris nostrae aetatis astronomorum principis…». L’incipit della copia Mellon recita: «In laudem operis kalendarij. s. huius Johanne de monte regio editi germanorum decore nostrae aetatis astronomorum principe», il che consente a Mellon di dire che la sua copia viene da una tiratura corretta. Ma è evidente che la mia copia reca ancora un altro incipit, egualmente corretto, senza però la parola «kalendarij». Dunque le tirature sono almeno tre. Quindi è incompleta la scheda Gonnelli secondo cui (citando IGI, BMC, Essling, Sander, Goff) dell’opera esistono due tirature con titolazione diversa, e quella citata da Hain è la più nota e pertanto la meno rara.
Le figure delle eclissi sono tra i primi esperimenti di illustrazioni a più colori e il cat. Ursus 124 li paragona alla grafica del costruttivismo russo. Il calendario dovrebbe aver accompagnato Colombo nel suo quarto viaggio e gli ha permesso, nella notte del 29 febbraio 1504, di stupire gli indiani con la previsione di una eclisse (Thacher, Christopher Columbus I: 350). Regiomontano o de Monte Regio è Johann Müller di Koenisberg (1436-1476)27.

1000

Gonnelli ’91. Ursus 89, 1485: 1800 (210*155). Hill 94, 1496: 90. Kraus 95, 1483, con volvelles complete: 1840. Hill 95, 1496: 960, senza strumenti finali. Kraus 97, 1483: 115.000 dollari (??).

[27] Rolewinck, Werner. Fasciculus temporum. [Strassburg: Johann Prüss, between 6 Apr. 1490 and 1494], fol. (ISTC ir00275000).

(26,1*18). Buona rilegatura di vitello del XVIII secolo, con unghiature e fregio ms al dorso, taglio rosso. Tabula rubricata in rosso. Prima iniziale in rosso e oro. Seguono per tutto il resto rubricature diseguali, in massima parte giallo smorto, colore di cui sono coperte (e inabilmente) anche molte figure. Colorata con maggior cura la tavola del Cristo. Poche carte leggermente brunite, piccoli fori di tarlo al margine inferiore, presso al taglio. Poche note ms coeve al margine. Qualche segno di sporcizia, ma complessivamente fresco e marginoso.
Rolewinck è un certosino (1425-1502) vissuto a Colonia. Si tratta della prima storia cronologica del mondo sino al 1474, e anticipa di 20 anni la Cronica di Norimberga.

750

Miraglia ’94. Soave 1481: 1500. Rosenthal 1480: 3700. Quentin 95: 980. Kistner 97: 1050 [aggiunte manoscritte: Günther 02 Ratdolt 1480 12000 euro).

[28] Johannes de Sacro Bosco. Sphaera mundi. Add: Georgius Purbachius: Theoricae novae planetarum. Regiomontanus: Disputationes contra Cremonensia deliramenta. Venice: Erhard Ratdolt, 6 July 1482, 4° (ISTC ij00405000).

(20,4*14,9). Solido dorso di scrofa su piatti di legno, fermaglio completo, tutto uso antico. Carte freschissime e marginose. In ctsg ex libris coevo di Wilhelm C[h]ristoph Adelman[n]28.

1800

Kraus ’94.

[29] Schedel, Hartmann. Liber chronicarum. Nuremberg: Anton Koberger, for Sebald Schreyer and Sebastian Kammermeister, 12 July 1493, fol. (ISTC is00307000).

(43*30). Bella rilegatura inizio XVI secolo in pelle di scrofa montata su assicelle, con ricca decorazione a secco. Nervi, taglio azzurro. Parte dei fermagli metallici sul piatto anteriore, tracce sul posteriore. Restauri datati al dorso, alle cerniere e agli angoli, con nuovi risguardi. La rifilatura al margine superiore pone questa copia ai limiti della media data da Kraus (catalogo 173): tra 46 e 44 cm. Il margine superiore è peraltro sufficiente tranne che alla carta CCV, rilegata in modo un poco obliquo, con effetto di rifilatura eccessiva. Soddisfacenti gli altri margini. Pagine complessivamente molto fresche, con le seguenti mende: piccole fioriture singole sul margine interno dell’indice e su una ventina di pagine; leggeri aloni marginali su 24 carte, centrali su 5, una decina di carte lievissimamente e uniformemente arrossate; restauri accurati a piccoli strappi (marginali su frontespizio e altre tre carte; a metà pagina su una carta; all’angolo superiore su un’altra); alla carta CLXIX margine superiore mal restaurato al filo e in verso 10 righe, già censurate, poi lavate con rimanenza di un alone grigio rettangolare che ha impresso una piccola macchia alla carta successiva. Restauro marginale al filo dell’ultima carta. Una sottolineatura di tre righe, una parola cancellata a inchiostro. Impressioni di pollice ai margini esterni. L’incisione della carta 1 verso, ha delle iscrizioni e decorazioni a penna (come ex libris di Adam Dores 1656)29, abilissimamente inserite in un cartiglio e nei due stemmi laterali, difficilmente identificabili a prima vista. Confrontata con altre copie questa copia, benché meno marginosa, non ha parti mancanti né tarli, meno interventi a inchiostro, e ha un numero complessivamente inferiore di restauri.
Alcuni formati: Finch 93: 40,9*28,5. Ursus 94: 42*28,5. Buddenbrooks 96: 42,2*29,8. Gonnelli 93: 42,2*30,2. Gonnelli 91: 43*28,5. Eco: 43*30. Maggs 88: 43,2*30,2. Rittman: 43,4*30,2. Finch 95: 43,6*30,7. Ursus 88: 44*29,5. Kraus 95 (45,5*32,5). Kraus 86: 46,5*31,2. Kraus 87: 48,2*31,9.

4200

Pregliasco ’90. Schumann 89: 4200. Ackermann 91: 7200, con bella rilegatura. Ursus 91: 6000. Sourget 91: 11000, bella copia ma con pagine difettose. Scheler 91: 5500, con macchie d’olio su dieci cc. Kraus 91, senza finale bianca: 1000. Finch 93: 8700 (ril. Ottocento 40,9*28,5). Bromer 94: 8800. Ursus 94: 9200. Gonnelli 94: 9000 (con iniziali miniate). Brouver [Brouwer] 94: 8800. Kraus (45,5*32,5) 95: 9200. Estates of Mind 95: 9200. Finch 95: 8700. Buddenbrooks 96: 8800. Kistner 97: 17500. Panini 97: 11000.

[30] Michael Scotus (Scott, Michael). Liber physiognomiae. [Venice: Jacobus de Fivizzano, Lunensis], 1477, 4° (ISTC im00551000).

(20,4*14,5). Interamente rubricato in rosso e blu. Buona rilegatura pergamena ottocentesca con tassello al dorso e taglio rosso. Prima carta con gore, firme ms cancellate e inabilmente restaurata al verso. Tracce di sporcizia alle prime carte e gore passim, ma complessivamente copia di gradevole aspetto, con belle note ms coeve.

2080

Scheler ’97. Scheler 97: 3600.

[31] Michael Scotus (Scott, Michael). Liber physiognomiae. [Venice: Johannes Baptista Sessa, 1490] or [Johannes and Gregorius de Gregoriis, de Forlivio] or [Johannes Rubeus Vercellensis], 4° (ISTC im00561000).

(20,4*15). Rilegato in pergamena moderna, solida, con restauro al piatto inferiore. L’ultima carta, restaurata, manca dell’angolo superiore, con perdita di alcune parole sia nel recto che nel verso. La copia contiene fotocopie delle due pagine affette. Manca secondo Reichling g4, bianca30. Marginoso, con pochi segni di sporcizia a qualche margine.

400

Polifilo ’94. Scheler 96, 1477, tutto rubricato: 3600.

[32] Sprenger, Jacobus and Institoris, Henricus. Malleus maleficarum. [Speyer: Peter Drach, about 1495] [1492?], 4° (ISTC ii00167300).

(19,7*13,7).

[33] Thomas Aquinas. Super primo libro Sententiarum Petri Lombardi. Ed: Cornelius Sambucus. Venice: Bonetus Locatellus, for Octavianus Scotus, 3 Oct. 1498, fol. (ISTC it00162000).

(30,5*20). Rilegatura veneziana del XVI secolo in marocchino su legno, filetti e arabeschi a freddo sui piatti, dorso a tre nervi con filetti a freddo, tracce di fermagli. Manca la cuffia superiore e un angolo (gli altri stanchi). Marginoso e fresco (arrossatura al blocco tipografico nelle sole cc. 75, 78, 114, 119, 129).

Terza edizione. La prima è Colonia 1480, la seconda Venezia 1486. Questa sarebbe l’ultima edizione fatta in comune da Scoto e Locatellus.

1200

Scheler 94.

[34] Ubertinus de Casali. Arbor vitae crucifixae Jesu Christi. Venice: Andreas de Bonetis, 12 Mar. 1485, fol. (ISTC iu00055000).

(28,3*20,2). Bella pergamena molle del XVI secolo con titolo ms sul dorso, restaurata all’angolo superiore e alla cuffia inferiore, con unghiatura, senza legacci. Altro titolo ms più antico sul taglio inferiore, ex libris coevo ms su a2, annotazioni ms coeve passim. Altra annotazione coeva su ultima carta bianca, tarlata. Manca una prima carta bianca. Interno complessivamente fresco e marginoso, in carta pesante. Brunitura a otto carte, leggeri aloni marginali passim, uno solo più ampio, sul mar[g]ine inferiore, per una cinquantina di carte. Minuscolo tarlo alle prime 4 e alle ultime 3 carte, con perdita di alcune lettere.

1300

Govi ’94. Govi 96, meno bella: 1250. Gilhofer 97: 1500.

[35] Vincentius Bellovacensis. Speculum doctrinale. Venice: Hermannus Liechtenstein, 13 Jan. 1494, fol. (ISTC iv00281000).

(34,30*22,2). Bella rilegatura XIX secolo (forse Ridge) in marocchino rosso con decorazioni oro ai piatti, nervi e fregi oro al dorso, taglio oro. Tranne qualche leggerissimo alone passim al margine superiore, fresco e marginoso. Alla prima ctsg due ex libris, di Siston Park e monogramma di Johan Hasford [sic] Thorold31, all’ultima ex libris non identificabile.

9000 Tirant 07.

[36] Vincentius Bellovacensis. Speculum morale. Strassburg: Johann Mentelin, 9 Nov. 1476, fol. (ISTC iv00288000).

(42*31,5). 2 tomi. Rilegato in pelle con dorso rifatto e piatti in bazzana settecentesca, abilmente restaurati. Copia interamente rubricata con grande iniziale rubricata per ciascun volume (il primo con rialzi in oro e prolungamento di fogliame filigranato in margine, il secondo in verde con arabeschi rossi). Grandi iniziali bicolori all’inizio delle varie parti. Molte iniziali, anche di capitoli, con arabesco marginale. Nel primo tomo ampie gore marginali passim (ma principalmente alle prime carte) che affettano talora la rubricatura, e vari restauri marginali, molto visibili passim. Macchie e altri segni di sporcizia, passim. Per il resto fresco, specialmente il secondo tomo, freschissimo. Molto marginoso (solo il margine superiore è più corto degli altri). Ex libris Paul Helbronner32.
2200 (+ 6000 restauro) Valette ’99. Da J. King singole pagine a 200 dollari.


Note

Gli autori hanno concepito e discusso insieme tutto il contenuto dell’articolo, ma per quanto riguarda la redazione Aldo Coletto ha scritto il paragrafo L’acquisto della biblioteca di Umberto Eco e Angela Nuovo il paragrafo Catalogo degli incunaboli di Umberto Eco. Gli autori desiderano ringraziare la direzione e i colleghi della Biblioteca nazionale Braidense per il supporto offerto alla realizzazione di questo studio.
Ultima consultazione siti web: 5 novembre 2021.

1 Jean-Claude Carrière; Umberto Eco, Non sperate di liberarvi dei libri. Milano: Bompiani, 2009, p. 261-263.
2 Comunicato stampa della Braidense: https://bibliotecabraidense.org/wp-content/uploads/2021/02/CS_Umberto-Eco-Braidense.pdf. Tra gli articoli pubblicati, si vedano: Bianca Maria Manfredi, Alla Braidense collezione di libri antichi di Umberto Eco, «Ansa.it cultura», 1 febbraio 2021, https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2021/02/01/alla-braidense-collezione-di-libri-antichi-di-umberto-eco_edb802df-8ab5-4acb-8e93-47e9491770a2.html; Milano, alla biblioteca Braidense la collezione di libri antichi di Umberto Eco, «Repubblica Milano», 1 febbraio 2021, https://milano.repubblica.it/cronaca/2021/02/01/news/umberto_eco_collezione_libri_antichi_braidense_milano-285381168/; Stefano Salis, La biblioteca di Eco alla Braidense e i riti dell’Aldus Club, «Il sole 24 ore», 4 febbraio 2021, https://www.ilsole24ore.com/art/la-biblioteca-umberto-eco-va-braidense-AD6pRUHB.
3 L’Università di Bologna ha a sua volta varato un progetto di collocazione specifico per la parte di competenza della collezione: La biblioteca di Umberto Eco in Unibo: la presentazione del progetto, «Unibo magazine», 17 giugno 2021, https://magazine.unibo.it/archivio/2021/06/17/la-biblioteca-di-umberto-eco-in-unibo-la-presentazione-del-progetto.
4 J.-C. Carrière; U. Eco, Non sperate di liberarvi dei libri cit., p. 112. Come si vede, la formula ormai celebre di Bibliotheca semiologica curiosa lunatica magica et pneumatica fu coniata dal possessore soltanto per la sua collezione di incunaboli, non per l’intera biblioteca di libri antichi come impropriamente è oggi inteso, dato che la collezione di libri antichi copre molti più temi e interessi di quelli così brillantemente circoscritti nella definizione latina.
5 «Ho fatto uno dei migliori affari della mia vita da Kraus, per cinque incunaboli rilegati insieme, per i quali chiedeva una cifra che per me era evidentemente troppo cara. Ma ogni volta che tornavo a guardarli, scherzavo sul fatto che non li aveva ancora venduti, segno che forse erano troppo cari. Alla fine, il padrone mi ha detto che la mia fedeltà e la mia ostinazione dovevano essere ricompensati, e mi ha ceduto l’insieme per circa la metà del prezzo che mi chiedeva prima» (ivi, p. 123). Stando al catalogo qui pubblicato, la miscellanea comprendeva gli incunaboli n. 13, 16, 20 e 28; manca il quinto (forse una cinquecentina).
6 Celebre la passeggiata dell’autore tra gli scaffali della biblioteca nella sua casa di Milano, https://www.youtube.com/watch?v=bF9tG5Q6NTA.
7 Incunabula short title catalogue, https://data.cerl.org/istc/_search.
8 Per l’identificazione dei possessori precedenti, abbiamo fatto ricorso soprattutto ai seguenti repertori: MEI, Material evidence in incunabula, https://data.cerl.org/mei/_search, e Paul Needham, Index possessorum incunabulorum (IPI), https://data.cerl.org/ipi/_search.
9 Per questo libro non è attualmente localizzabile una scheda nel catalogo di Eco, né probabilmente il possessore ebbe modo di redigerla, dato che questo risulta essere l’ultimo incunabolo acquistato (2014). Si tratta di un esemplare (40,7*28 cm) interamente rubricato in rosso e blu; le cc. 1-16 presentano margini restaurati. La legatura in pelle marrone riporta lo stemma di Camillo Massimo, principe d’Arsoli (1803-1873, MEI ID 4736) con la scritta «Camillus Maximus patritius Romanus Arsularum princeps et dominus». Sul dorso, oltre al titolo e anno dell’opera, etichetta con la collocazione «II B 9 2». Il libro contiene un biglietto da visita che reca l’intestazione «Principessa Donna Isabella di Carpegna Falconieri» e il seguente testo autografo: «Io sottoscritta Isabella Massimo dichiaro di aver ceduto al signor Paolo Pampaloni l’opera De Civitate Dei di S. Agostino, Roma 1470. Isabella Massimo». Incollato sul verso del foglio di guardia, l’ex libris Umberto Eco, che è una riproduzione della silografia dell’asino circondato da scimmie tratta del primo libro della Tramutazione metallica di Giovanni Battista Nazari (prima edizione Brescia: Marchetti, 1572).

Figura 2Ex libris Umberto Eco, immagine dalla Tramutazione metallica di Giovanni Battista Nazari

10 Si tratta di Piotr Wedelicjusz (1483-1544), MEI ID 14974. L’opera citata è probabilmente August Hirsch, Biographisches Lexikon der hervorragenden Ärzte aller Zeiten und Völker. München; Berlin: Urban & Schwarzenberg, 1962, 6 vol.
11 Tommaso Valperga di Caluso (1737-1815), abate oratoriano, ebraista, segretario generale dell’Accademia delle scienze di Torino (1783-1801), MEI ID 22205. Vedi anche Piero Treves, Caluso di Valperga, Tommaso. In: Dizionario biografico degli italiani. Roma: Istituto della Enciclopedia italiana,  1973, vol. 16, https://www.treccani.it/enciclopedia/caluso-di-valperga-tommaso_%28Dizionario-Biografico%29/.
12 Forse il riferimento è a Printed books, fine bindings and western illuminated manuscripts including the John A. Saks collection of the Kelmscott Press printed on vellum [Christie's auction catalogue for sale held on 20 May 1983]. New York: Christie, Manson & Woods International Inc., 1983.
13 Walter Stephens, Giants in those days: folklore, ancient history and nationalism. Lincoln: University of Nebraska Press, c1989.
14 Segue il medesimo paragrafo della scheda precedente: «Ampie notizie […] 1599, 1612».
15 «Io ho un incunabolo del Malleus maleficarum, il grande e nefasto manuale per gli inquisitori e i cacciatori di streghe, rilegato da un “Mosè Cornuto”, vale a dire un ebreo che lavorava solo per le biblioteche cistercensi e che firmava ogni rilegatura (cosa particolarmente rara all’epoca, vale a dire alla fine del XV secolo) con l’immagine di un Mosè con le corna. C’è tutta una storia…» (J.-C. Carrière; U. Eco, Non sperate di liberarvi dei libri cit., p. 99-100).
16 Bibliografia citata: Ernst Philip Goldschmidt, Gothic & Renaissance bookbindings: exemplified and illustrated from the author’s collection. London: E. Benn; Boston, New York: Houghton Mifflin Company, 1928; Ernst Kyriss, Verzierte gotische Einbände im alten deutschen Sprachgebiet. Stuttgart: M. Hettler, 1951-1958; Joshua Trachtenberg, The devil and the Jews: the medieval conception of the Jew and its relation to modern antisemitism. New Haven: Yale University Press, 1943.
17 Bernard EĢdouard Henri Joseph van den Corput, medico e senatore belga (1821-1908).
18 Robert Beauvillain, detentore di una collezione di libri illustrati, andati all’asta il 5 giugno 2020: Anne Foster, Robert Beauvillain, pour l’amour des livres illustrés, «La Gazette Drouot», 27 février 2020, https://www.gazette-drouot.com/article/robert-beauvillain-pour-l-amour-des-livres-illustres/13470.
19 Alfredo Sabato Toaff (1880-1963), rabbino e biblista livornese: Ariel Toaff, Toaff, Alfredo Sabato. In: Dizionario biografico degli italiani. Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 2019, vol. 95, https://www.treccani.it/enciclopedia/alfredo-sabato-toaff_%28Dizionario-Biografico%29/.
20 Deborah Jean Warner, The sky explored: celestial cartography, 1500-1800. New York: Alan R. Liss; Amsterdam: Theatrum Orbis Terrarum, 1979. Il titolo precedente si riferisce probabilmente a un catalogo di vendita dell’antiquario Rick Watson.
21 Probabilmente, errore di battitura per Paul Harth (1963), libri del quale si trovano oggi alla Bibliothèque de France (IPI).
22 Forse l’arciprete di Calascio, don Tarquinio Vespini (1594), vedi Nicola Petrone, Francescanesimo in Abruzzo: dalle origini ai nostri giorni. Tagliacozzo: Biblioteca Tommasiana, 2000, p. 258.
23 Gabriel Naudé, Apologie des grands hommes accusez de magie, ed. non specificata.
24 Lynn Thorndike, A history of magic and experimental science. New York: Columbia University Press; MacMillan Company, 1923-1958, 8 vol.
25 Marcellus (Marcelo) Schlimovic fece uso di un ex libris illustrato con il motto: «ARS NATURAM ADIUVAT». Argentino, collezionista di libri antichi, donò gran parte dei suoi libri alla Sociedad Hebraica Argentina che li vendette negli anni successivi. Le copie di tale provenienza infatti riportano il timbro Sociedad Hebraica Argentina – Colección M. Schlimovic.
26 Nel brano, sono citate le seguenti opere: Frances Amelia Yates, L'arte della memoria. Torino: Einaudi, 1988; Adriano Chicco; Alessandro Sanvito, Lineamenti di una bibliografia italiana degli scacchi. Roma: A.M.I.S., 1987; Ludwig Volkmann, Ars memorativa: Mit 108 Textabbildungen. Wien: A. Schroll, 1929; Paolo Rossi, Clavis universalis: arti della memoria e logica combinatoria da Lullo a Leibniz. Bologna: Il mulino, 1988; Denis Diderot; Jean Baptiste Le Rond d’Alembert, Encyclopédie, ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, par une société de gens de lettres. Lucca: V. Giuntini, 1758-1776; Lina Bolzoni, La stanza della memoria: modelli letterari e iconografici nell'età della stampa. Torino: Einaudi, 1995 (citato a testo come stampa della memoria per un lapsus).
27 Questa lunga nota sull’edizione è certamente opera di Umberto Eco, dato che fa ripetutamente riferimento alla «mia copia». Oltre ai repertori di incunaboli, si cita John Boyd Thacher, Christopher Columbus: his life, his work, his remains, as revealed by original printed and manuscript records. New York; London: G.P. Putnamn’s Sons, 1903-1904, 3 vol.
28 Wilhelm Christoph Adelmann von Adelmannsfelden (1609-1659), signore di Hohenstadt, Schechingen e Leinweiler.
29 Adam Dores era impiegato presso l’amministrazione della contea morava a Brno. Studioso di geologia e storia, fu il primo nel 1660 a descrivere la gola di Macocha a nord di Brno (Michael Lorenz, Fux Documents, 2016, http://michaelorenz.blogspot.com/2016/09/fux-documents.html.
30 Aggiunta manoscritta: «Reichling (III, 179) con coll. e titolo giusto».
31 La Syston Park Library apparteneva a Sir John Hayford Thorold (1773-1831), MEI ID 4189.
32 Paul Helbronner (1871-1938), geografo e alpinista (IPI).