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I progetti Wikimedia per l'apprendimento delle competenze informative e digitali in biblioteca, a scuola, nelle università

di Luigi Catalani

Wikipedia e competenze informative nel Manifesto AIB per l'information literacy

Quanto l'utilizzo di Wikipedia possa essere funzionale alla trasmissione di competenze digitali e informative all'interno di una biblioteca lo ha spiegato bene alla nostra comunità professionale Pierfranco Minsenti, in un intervento al Convegno delle Stelline del 20141. Poiché negli ultimi tre anni si sono registrati diversi passi in avanti in tale direzione, sia in ambito bibliotecario, sia in ambito wikimediano2, sia in ambito scolastico, può essere utile riconsiderare la questione alla luce di queste novità. L'information literacy, nata nel 1974 come capacità di padroneggiare fonti e strumenti informativi per risolvere problemi, può definirsi come l'insieme di pratiche, attitudini, competenze e sensibilità che - a partire dal riconoscimento del proprio bisogno informativo - consentono di documentarsi in maniera efficace e di produrre in modo corretto e responsabile nuovi contenuti informativi3. È quanto emerge dai più recenti documenti internazionali4 ed è quanto il Gruppo di studio sulla information literacy dell'Associazione italiana biblioteche5 ha provato a sintetizzare, con l'aiuto della comunità bibliotecaria italiana, nel Manifesto per l'information literacy6. Concepito come un documento di ampio respiro, aperto e non prescrittivo, rivolto non solo ai bibliotecari ma anche agli altri professionisti dell'informazione, il Manifesto intende promuovere una cultura dell'information literacy coerente con l'attuale ecosistema informativo, attraverso la condivisione di progetti e buone pratiche. Il documento è stato rilasciato dal Gruppo il 20 novembre 2016 dopo una consultazione aperta che si è svolta sulla piattaforma wiki dell'associazione dal 15 ottobre al 18 novembre, ed è stato adottato dal Comitato esecutivo nazionale dell'AIB il 12 dicembre 2016. Nel Manifesto si legge che le diverse tipologie di biblioteche facilitano l'accesso all'informazione e alla conoscenza, migliorano le comunità in cui operano e svolgono un ruolo importante nella produzione, validazione e pubblicazione di informazioni.
Ebbene, tra i temi delle iniziative di information literacy proposti, accanto a contenuti dedicati, tra l'altro, all'uso etico dell'informazione nei media sociali, alla consapevolezza della complessità dell'ecosistema informativo contemporaneo, all'utilizzo critico dei motori di ricerca, alla contestualizzazione delle fonti documentali, all'analisi della comunicazione scientifica e all'uso di software citazionali, compare anche un focus sull'utilizzo attivo e consapevole di Wikipedia. In particolare, il tema Utilizzare Wikipedia per informarsi e documentarsi propone una serie di contenuti (storia e funzionamento di Wikipedia, possibilità di migliorare i contenuti dell'enciclopedia o crearne di nuovi, punto di vista neutrale, licenze libere, verificabilità delle informazioni), non indica destinatari preferenziali (prevedendo comunque diversi livelli di complessità nella trattazione) e pone due obiettivi fondamentali: sviluppare la consapevolezza della comunità circa potenzialità e limiti di Wikipedia come fonte di informazione, e favorire una fruizione attiva della piattaforma attraverso il miglioramento delle voci enciclopediche e l'interazione costruttiva con gli altri redattori.
Non a caso, questo particolare utilizzo di Wikipedia è stato evocato più d'una volta anche nel corso della prima edizione dell'“Information literacy day”, svoltosi a Roma presso il Polo bibliotecario parlamentare lo scorso 3 marzo7. La giornata, intitolata “Teorie e pratiche di educazione all'informazione nelle biblioteche, nelle scuole, nelle università e nei contesti lavorativi”, ha innescato una discussione trasversale sul tema, grazie ad una serie di contributi stimolanti e a tre workshop tematici dedicati alle biblioteche pubbliche, alle biblioteche accademiche e di ricerca e alle biblioteche scolastiche (cui ha partecipato anche Gino Roncaglia). È proprio in relazione al contesto scolastico che si è registrato un particolare interesse verso percorsi di information literacy basati anche sull'uso a fini didattici della più importante enciclopedia libera e collaborativa.

Wikipedia come palestra di information literacy nel Piano nazionale per la scuola digitale

Questa attenzione è coerente con i frequenti riferimenti all'information literacy e a Wikipedia contenuti nel Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD) e nei bandi ad esso collegati. Si tratta di un documento di indirizzo pubblicato dal MIUR nel 2015 per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell'era digitale, che fin dall'inizio segnala la necessità di:

lavorare sull'alfabetizzazione informativa e digitale (information literacy e digital literacy), che mettono al centro il ruolo dell'informazione e dei dati nello sviluppo di una società interconnessa basata sulle conoscenze e l'informazione8.

Tre azioni del PNSD sono le più significative in questo ambito: l'azione 14 (Un framework comune per le competenze digitali e l'educazione ai media degli studenti), che collega l'information literacy alle più recenti strutture riassuntive delle competenze del ventunesimo secolo, l'azione 15 (Scenari innovativi per lo sviluppo di competenze digitali applicate), che inserisce l'information literacy tra i temi alla base dell'alfabetizzazione civica del cittadino digitale, e l'azione 24 (Biblioteche scolastiche come ambienti di alfabetizzazione all'uso delle risorse informative digitali), che prospetta un progetto nazionale sulle biblioteche scolastiche capace di innescare processi di innovazione anche nel campo dell'information literacy. L'azione 15 del PNSD prevede la realizzazione di 25 curricoli digitali, da mettere a disposizione di tutto il sistema scolastico per lo sviluppo di competenze digitali in una serie di aree tematiche, tra cui quella dedicata all'educazione all'informazione intesa come educazione alla capacità di ricercare, identificare, individuare, valutare, organizzare, utilizzare e pubblicare le informazioni online: tra i contenuti suggeriti, accanto ad argomenti peculiari dell'universo bibliotecario (OPAC, biblioteche fisiche e digitali, metadati) vengono indicati anche i motori di ricerca, lo smascheramento delle bufale, le licenze d'uso e Wikipedia e il suo funzionamento9.
Il binomio information literacy/Wikipedia compare anche nell'Avviso pubblico per lo sviluppo del pensiero computazionale, della creatività digitale e delle competenze di “cittadinanza digitale”, a supporto dell'offerta formativa, emanato dal MIUR il 3 marzo 201710: in particolare, l'allegato relativo agli interventi di formazione per la cittadinanza digitale, destinati prioritariamente a studentesse e studenti degli istituti scolastici del primo e del secondo ciclo di istruzione (scuola secondaria), suggerisce, tra gli altri, un modulo di educazione all'informazione i cui contenuti vanno dall'infosfera all'etica dell'informazione11, dalla filter bubble a Wikipedia e i commons digitali.

Wikipedia e information literacy nei due libri bianchi presentati a WLIC 2016

Tornando all'ambito più specificatamente bibliotecario, e provando ad allargare lo sguardo a quanto accade a livello internazionale, è certamente significativo che la conferenza annuale dell'IFLA (“IFLA world library and information conference 2016”, Columbus, Ohio, 13-19 August 2016) abbia riservato uno spazio non trascurabile al mondo di Wikimedia e alle diverse opportunità di collaborazione con le biblioteche, a conferma di una tendenza che negli ultimi anni è andata progressivamente consolidandosi12. I membri del team di The Wikipedia library (un progetto che punta ad offrire l'accesso a fonti affidabili per migliorare i contenuti di Wikipedia13) e GLAM-Wiki14, presenti alla conferenza con uno stand per informare e stimolare la comunità bibliotecaria circa tali opportunità, hanno trovato un terreno già fertile, ben esemplificato dai numerosi interventi dedicati ad attività redazionali su Wikipedia condotte nelle biblioteche di mezzo mondo, spesso nell'ambito di progetti transnazionali15. Per estendere la discussione sul tema ad una platea ancora più ampia, Wikimedia Foundation (o meglio The Wikipedia library) e IFLA hanno presentato in quella sede due libri bianchi, frutto del lavoro di gruppi di volontari e bibliotecari che hanno esplorato le potenzialità di una collaborazione ancora più assidua e diffusa tra Wikipedia e la comunità bibliotecaria, a partire da una documentazione e da una serie di buone pratiche che diventa di anno in anno sempre più ricca16. La diffusione di questi due documenti aperti (uno dedicato alle partnership tra biblioteche pubbliche e Wikipedia, l'altro focalizzato sulle forme di collaborazione tra le biblioteche accademiche e di ricerca e Wikipedia17) ha rappresentato un'importante occasione per condividere esperienze, implementare tali processi, programmare nuove iniziative, allargare la 'conversazione' ad un numero sempre più ampio di addetti ai lavori (ma non solo), perché in fondo non si è che all'inizio di un percorso che si annuncia molto promettente.
In entrambi i documenti è ben evidenziato il valore che l'utilizzo di Wikipedia può assumere nell'ambito di attività di information literacy in biblioteca. Nel documento centrato sulle biblioteche pubbliche, l'enciclopedia libera è definita una risorsa fondamentale per l'istruzione e l'apprendimento, capace di fornire un modello per il trasferimento di competenze e abilità digitali complesse e uno spazio per la condivisione del patrimonio culturale meno conosciuto con un pubblico più ampio. Più precisamente, Wikipedia è definita un'imponente piattaforma di formazione continua, per cui i bibliotecari sono invitati a progettare e realizzare attività formative rivolte agli utenti circa i criteri per valutare e utilizzare Wikipedia in modo corretto18. Il secondo documento, dopo aver ribadito la consonanza tra la missione del movimento Wikimedia e quella delle biblioteche in ordine all'accesso democratico alla conoscenza19, cita i corsi di information literacy tra le azioni che le biblioteche accademiche e di ricerca possono mettere in campo per sfruttare le opportunità che Wikipedia offre sia dal punto di vista tecnico dei progetti sia dal punto di vista della vasta comunità di redattori. In un'epoca di riduzione delle risorse, l'enciclopedia libera e gratuita è uno degli spazi in cui i bibliotecari possono addestrare i propri utenti invitandoli ad un uso maturo e consapevole della piattaforma20.
Il segnale della continuità che si intende dare a queste attività è l'invito rivolto lo scorso 23 maggio da Julia Brungs ai rappresentanti IFLA impegnati nelle sezioni e nei gruppi speciali d'interesse, affinché condividano esperienze e casi di studio basati sull'uso di Wikipedia come strumento per il miglioramento dell'accesso alle informazioni e alla conoscenza, al fine di raccoglierle in un apposito spazio online e condividerle con l'intera comunità professionale, incoraggiando questo genere di pratiche21. L'attuale casistica, che ha ispirato la redazione dei due documenti, è ancora sbilanciata sulle biblioteche accademiche e di ricerca e su un gruppo ristretto di biblioteche pubbliche, per cui non è rappresentativa dell'intero panorama bibliotecario. L'obiettivo è la produzione di altri documenti aperti, esemplificativi dell'uso di Wikipedia in altri settori bibliotecari, che condividono anch'essi con l'enciclopedia libera e collaborativa i valori della partecipazione democratica e dell'accesso alla conoscenza.

Wikipedia come comunità di apprendimento: buone pratiche nelle biblioteche italiane

Uno degli aspetti più interessanti delle attività dei bibliotecari-wikimediani è senza dubbio quello legato alle ricadute educative e formative, non solo nelle biblioteche universitarie e di ricerca22. Con riferimento a queste ultime, il Wikipedia education program23 raccoglie e stimola buone pratiche di collaborazione tra gli studenti universitari e il mondo di Wikipedia, affinché essi integrino le voci enciclopediche grazie alle conoscenze acquisite nella propria esperienza accademica. I bibliotecari possono scegliere di rivestire il ruolo di campus ambassador, per incentivare l'accesso degli studenti alle biblioteche, oppure sfruttare le competenze wiki acquisite per favorire l'incontro in biblioteca tra diverse agenzie educative e pratiche di ricerca condivisa. Il bibliotecario può proporre la consultazione di Wikipedia accanto ad altre fonti per soddisfare le diverse esigenze informative (sanitarie, culturali, fiscali, turistiche) di una comunità e, di rimando, invitare a condividere la propria conoscenza sulla stessa piattaforma. In questo modo, egli indosserebbe dunque le vesti del wiki-facilitatore, senza rinunciare al proprio bagaglio professionale, anzi applicandolo ad un contesto più ampio.
In molti casi l'organizzazione di un corso è propedeutica ad una serie di attività che possono vedere coinvolti bibliotecari, wikimediani, utenti, docenti o dipendenti delle università24.
Un primo livello di azione prevede il contributo dei soli bibliotecari. Partendo dalla formazione di base di un gruppo di bibliotecari, la Sezione Campania dell'AIB ha avviato un progetto rivolto a Wikipedia25: i partecipanti, provenienti da alcune biblioteche del territorio, si incontrano periodicamente per definire gli obiettivi, sviluppare le modalità operative e confrontarsi sui nuovi contenuti, mentre un gruppo di lavoro permanente, costituitosi presso il Centro bibliotecario di ateneo dell'Università di Salerno, si incontra ogni settimana per aggiornare le proprie attività26. Una recente ricerca nata in seno a questo gruppo di lavoro, basata sul quotidiano dialogo tra bibliotecari addetti al reference e utenti, ha confermato l'abitudine ormai consolidata di consultare Wikipedia all'inizio della propria ricerca e ha dimostrato che un uso consapevole dell'enciclopedia collaborativa produce benefici per i bibliotecari e per gli utenti: i primi si emancipano dal ruolo di mediatori del catalogo disseminando all'esterno la conoscenza prodotta dalla collezione e moltiplicando i canali di accesso della biblioteca, i secondi sviluppano una particolare competenza legata alla verificabilità delle informazioni e passano dal ruolo di meri consumatori di informazione a quello di co-produttori di conoscenza27. Nel corso del 2016 la Biblioteca comunale di Trento ha organizzato ben quattro laboratori, rivolti a utenti e/o bibliotecari, finalizzati alla creazione di voci di Wikipedia e soprattutto alla rilettura di testi in Wikisource su temi e argomenti trentini28. Un percorso ancor più articolato ha interessato il personale della Biblioteca europea di informazione e cultura (BEIC) che, dopo essere stato appositamente formato per operare con consapevolezza su materiali relativi ad autori e opere della Biblioteca milanese su diverse piattaforme (Wikipedia, Commons, Wikidata, Wikisource), ha prodotto un grande numero di contributi, anche con il supporto di 200 volontari provenienti dalla comunità dei wikipediani. Alcuni colleghi del Sistema bibliotecario di ateneo dell'Università di Firenze hanno creato le voci delle biblioteche di area, hanno lavorato su alcune voci enciclopediche e hanno creato un'apposita categoria su Wikimedia commons29. La Sezione Marche dell'AIB ha organizzato un corso dal titolo “Come diventare wikipediani”30 rivolto ai bibliotecari del territorio e iniziative simili hanno visto coinvolti i bibliotecari dell'Università di Parma, i dipendenti dell'Università di Pavia, i bibliotecari del Comune di Bologna e dell'Università di Bologna, e i colleghi del Coordinamento delle biblioteche speciali e specialistiche di Torino (CoBiS).

Altri progetti lasciano intuire le grandi potenzialità di queste sperimentazioni se innestate in un discorso più strutturato di trasmissione di competenze informative. È il caso, ad esempio, del progetto Balipedia: come fare una ricerca bibliografica e collaborare all'enciclopedia libera più consultata nel mondo organizzato dalla Biblioteca di area linguistica (BALI) dell'Università Ca' Foscari: sono state inserite lezioni ed esercitazioni su Wikipedia all'interno dei corsi di information literacy destinati agli studenti di Lingue, per i quali è stata prevista, previo superamento di una prova finale, l'assegnazione di alcuni crediti formativi come attività sostitutiva di stage31. Diffondendo la filosofia e il funzionamento di Wikipedia nell'ambiente universitario, i promotori dell'iniziativa hanno offerto ai destinatari l'opportunità di mettere alla prova le competenze di ricerca bibliografica acquisite, di applicare le competenze linguistiche possedute, di acquisire particolari competenze informative e di fare un'esperienza significativa in un ambiente collaborativo aperto.
Laddove l'iniziativa parte da una biblioteca pubblica, si registra spesso l'apertura ad un'ulteriore fascia di pubblico. L'abbinamento information literacy/Wikipedia è stato sperimentato con successo anche nella Biblioteca civica del Comune di Venezia (VEZ), che nel 2013 ha predisposto un progetto pilota che ha coinvolto anche le scuole con un programma ad hoc di azioni didattiche su information literacy e Wikipedia (WikiVez school), diversificate in base all'età degli studenti32. Esperienze simili, capaci di far incontrare biblioteche, scuole e progetti Wikimedia sul terreno dell'information literacy, si registrano anche in altre biblioteche pubbliche italiane, dalla Biblioteca civica di Brugherio33 alla Biblioteca provinciale di Potenza34. Perseguite con convinzione e continuità, tali azioni innescano un circuito virtuoso di conoscenza, sviluppano importanti competenze digitali informative, danno forma e sostanza a pratiche di costruzione collaborativa del sapere e di cittadinanza digitale. Se la creazione consapevole e responsabile di nuova informazione è davvero il nucleo dell'alfabetizzazione informativa contemporanea35, la progettazione di attività di information literacy basate sull'utilizzo dei progetti Wikimedia ha buone possibilità di cogliere nel segno, favorendo l'incontro tra il mondo dell'istruzione (secondaria e superiore) e il mondo delle biblioteche.

NOTE

Ringrazio Maria Abenante e i colleghi di Teca del Mediterraneo per avermi rivolto l'invito a presentare questa relazione al convegno “Il futuro delle biblioteche: nuovi ruoli nell'universo digitale”, Paul Gabriele Weston per avermi invitato a pubblicarla in questa prestigiosa sede, Pierfranco Minsenti e gli amici bibliotecari/wikimediani per i preziosi suggerimenti, Tommaso Paiano e tutti i membri del Gruppo di studio sull'information literacy dell'AIB per la costante disponibilità al confronto.
Ultima consultazione siti web: 30 giugno 2017.

[1] Pierfranco Minsenti, Wikipedia come ambiente di lavoro collaborativo per una comunità trasversale alle biblioteche. In: La biblioteca connessa: come cambiano le strategie di servizio al tempo dei social network: relazioni, Milano, 13-14 marzo 2014. Milano: Bibliografica, 2014, p. 219-224. Cfr. anche Id., Wikipedia come palestra per apprendere la media literacy e le culture partecipative in biblioteca: il quadro europeo e i suggerimenti dello studioso americano Henry Jenkins per definire un nuovo ruolo per le biblioteche di pubblica lettura, «VeDo: Venezia documenta», 9 (2014): WikiVEZ: a scuola di Wikipedia, p. 18-27, <http://www.comune.venezia.it/content/vedo-n-9-wikivez-scuola-wikipedia>. Le riflessioni di Minsenti si concentrano in particolare sulle opportunità che derivano dal considerare, nelle biblioteche di pubblica lettura, Wikipedia come una palestra per l'apprendimento della media literacy, la recente riformulazione del concetto di information literacy da parte di Henry Jenkins, che non si differenzia molto dal modello elaborato dalla European charter for media literacy (Euro Media Literacy, European charter for media literacy. 2006, http://www.euromedialiteracy.eu/charter.php): cfr. Henry Jenkins, What Wikipedia can teach us about the new media literacies (part one), «Confessions of an aca-fan: the official weblog of Henry Jenkins», 26 giugno 2007, http://henryjenkins.org/2007/06/what_wikipedia_can_teach_us_ab.html#more-1382; Id., What Wikipedia can teach us about the new media literacies (part two), «Confessions of an aca-fan: the official weblog of Henry Jenkins», 27 giugno 2007, http://henryjenkins.org/2007/06/what_wikipedia_can_teach_us_ab_1.html#more-1383; Eric Jennings, Using Wikipedia to teach information literacy, «College and undergraduate libraries», 15 (2008), n. 4, p. 432-437, http://digital.library.wisc.edu/1793/52541.

[2] Wikimedia Foundation Inc. è una fondazione senza fini di lucro nata nel 2003 con sede a San Francisco. Essa ha lo scopo di incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di contenuti liberi multilingue e di fornire gratuitamente al pubblico l'intero contenuto dei suoi progetti wiki, tra i quali il più noto è Wikipedia. Wikimedia Italia, associazione per la diffusione della conoscenza libera, è la corrispondente italiana della Wikimedia Foundation Inc.

[3] Cfr. Laura Ballestra, Information literacy in biblioteca: teoria e pratica, Milano: Bibliografica, 2011; Laura Testoni, Quali literacy al tempo dei social network?, «Biblioteche oggi», 32 (2014), n. 4, p. 28-37, http://www.bibliotecheoggi.it/rivista/article/view/94/377, DOI: 10.3302/0392-8586-201404-028-1; Laura Testoni, Dall'information literacy alle literacy plurali del XXI secolo. In: Biblioteche e biblioteconomia: principi e questioni, a cura di Giovanni Solimine e Paul Gabriele Weston. Roma: Carocci, 2015, p. 499-522.

[4] International Federation of Library Associations and Institutions, IFLA media and information literacy recommendations. 2011, https://www.ifla.org/files/assets/information-literacy/publications/media-info-lit-recommend-en.pdf; Association of College and Research Libraries, Framework for information literacy for higher education. 2016, http://www.ala.org/acrl/standards/ilframework; United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, Media and information literacy: curriculum for teachers. 2011, http://unesdoc.unesco.org/images/0019/001929/192971e.pdf; Society of College, National and University Libraries, The SCONUL seven pillars of information literacy: core model for higher education. 2011, https://www.sconul.ac.uk/sites/default/files/documents/researchlens.pdf.

[5] Nel periodo 2014-2017, il Gruppo di studio è stato composto da Alina Renditiso (coordinatrice), Laura Ballestra, Sara Chiessi, Tommaso Paiano, Stefania Puccini, Laura Testoni e dal sottoscritto.

[6] Associazione italiana biblioteche, Manifesto per l'information literacy. 2016, http://www.aib.it/struttura/commissioni-e-gruppi/gruppo-literacy/ilmanifesto/.

[7] Per un resoconto della giornata vedi: Associazione italiana biblioteche. Gruppo di studio sulla information literacy, Information literacy day 2017, «AIB notizie», 3 maggio 2017, http://aibnotizie.aib.it/information-literacy-day-2017/. Altre due iniziative del Gruppo di studio meritano qui di essere ricordate. La prima è la traduzione italiana del Framewowk for information literacy for higher education, rilasciato dalla Commissione ACRL (Association of College & Research Libraries: la divisione dell'American Library Association che si occupa delle biblioteche accademiche, di ricerca e dell'insegnamento superiore) il 2 febbraio 2015 e adottato l'11 gennaio 2016 (Associazione italiana biblioteche. Gruppo di studio sulla information literacy, Un quadro di riferimento per la competenza informativa per gli studi universitari. 2016, http://www.aib.it/attivita/2015/51715-il-framework-acrl/). Per un'analisi del documento originale vedi: Laura Testoni, Si può “apprendere” la complessità?: nuove competenze per una information literacy sensibile al divenire dell'ecosistema informativo. In: Bibliotecari al tempo di Google: profili, competenze, formazione, Milano, 17-18 marzo 2016. Milano: Bibliografica, 2016, p. 87-98, http://eprints.rclis.org/29127/. La seconda iniziativa è la messa a punto di un questionario online per la raccolta delle esperienze realizzate negli ultimi anni nelle biblioteche di pubblica lettura. I risultati dell'indagine, inserita dall'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) nella piattaforma dei progetti per lo sviluppo della competenza digitale e informativa dei cittadini, sono stati presentati da Sara Chiessi nell'ambito del XXI Convegno delle Stelline: Sara Chiessi, Information literacy: formare nuove competenze nelle biblioteche pubbliche. In Bibliotecari al tempo di Google cit., p. 162-178, http://eprints.rclis.org/29128/.

[8] Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Piano nazionale scuola digitale. 2015, p. 29, http://www.istruzione.it/scuola_digitale/allegati/Materiali/pnsd-layout-30.10-WEB.pdf.

[9] Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Allegato 2. In: Avviso pubblico per la realizzazione da parte delle istituzioni scolastiche ed educative statali di curricoli digitali per lo sviluppo di competenze digitali del Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD). 23 settembre 2016, p. 3, http://www.istruzione.it/scuola_digitale/allegati/2016/Allegato_2_Avviso_Curricoli_Digitali.pdf.

[10] Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Avviso pubblico per lo sviluppo del pensiero computazionale, della creatività digitale e delle competenze di “cittadinanza digitale”, a supporto dell'offerta formativa. 3 marzo 2017, http://www.istruzione.it/pon/avviso_cittadinanza-creativita.html. Cfr. Sandra Troia, A scuola è arrivata l'ora della cittadinanza digitale, «Agenda digitale», 31 marzo 2017, https://www.agendadigitale.eu/senza-categoria/a-scuola-e-arrivata-lora-della-cittadinanza-digitale/, con riferimento all'aggiornamento 2.1 del framework europeo DigComp.

[11] Concetti elaborati e sviluppati negli ultimi anni dal filosofo Luciano Floridi, che non a caso ha aperto i lavori dell'“Information literacy day”. Cfr. Luciano Floridi, Infosfera: etica e filosofia nell'età dell'informazione. Torino: Giappichelli, 2009.

[12] In particolare, un'intera sessione (la n. 112) è stata dedicata al rapporto tra IFLA e Wikipedia. Che Wikipedia sia stato uno degli hot topics della conferenza, lo conferma anche la creazione di un back-channel di conversazione su Twitter (Libraries and Wikipedia at WLIC2016, https://storify.com/wikilib/ifla-2016.

[13] Il progetto, nato nel 2013, è finanziato dalla Wikimedia Foundation ed è gestito da Jake Orlowitz con il supporto di un team internazionale. Cfr. Luigi Catalani, Biblioteche e Wikimedia: strategie comuni per l'accesso aperto alla conoscenza e la costruzione collaborativa del sapere libero, «JLIS», 8 (2017), n. 3, p. 100-114, https://www.jlis.it/article/view/12413, DOI: 10.4403/jlis.it-12413. Per ulteriori approfondimenti, si rimanda alla pagina descrittiva del progetto su Wikipedia in inglese (https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:The_Wikipedia_Library) o su Meta-Wiki in italiano (https://meta.wikimedia.org/wiki/The_Wikipedia_Library/it).

[14] GLAM (Galleries, libraries, archives, museums) è il progetto targato Wikimedia nato per coordinare i professionisti del settore culturale che desiderino collaborare con Wikipedia per la diffusione dei contenuti ad accesso aperto; il progetto GLAM è rivolto quindi a bibliotecari, curatori dei musei e operatori delle istituzioni culturali. Per i dettagli del progetto si rimanda alla pagina descrittiva su Wikipedia in inglese (https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:GLAM).

[15] Molte presentazioni tenutesi presso l'“IFLA world library and information conference 2016” sono disponibili alla pagina http://library.ifla.org/view/conferences/2016/. Una sintesi della discussione è stata proposta da Alex Stinson (GLAM-Wiki strategist di Wikimedia Foundation) e Julia Brungs (Policy and research officer dell'IFLA) in un post sul blog di Wikimedia Foundation, nel quale hanno assunto come punto di vista privilegiato quello degli utenti delle biblioteche, chiedendosi in che misura essi abbiano le competenze necessarie per utilizzare Wikipedia come parte di un processo di ricerca finalizzato all'apprendimento e al progresso della società umana. Cfr. Alex Stinson; Julia Brungs, Engaging the world's libraries with Wikipedia: what are the opportunities?, «Wikimedia blog», 20 settembre 2016, https://blog.wikimedia.org/2016/09/19/engaging-libraries-wikipedia/.

[16] Emblematico il caso delle oltre 150 biblioteche della Catalogna impegnate in progetti Wikimedia con l'obiettivo di salvaguardare la lingua e la cultura catalana: cfr. https://outreach.wikimedia.org/wiki/GLAM/Case_studies/Catalonia%27s_Network_of_Public_Libraries.

[17] Opportunities for public libraries and Wikipedia: a discussion paper (public draft). 2016, http://2016.ifla.org/wp-content/uploads/sites/2/2016/08/112-IFLAWikipediaandPublicLibrariesDiscussionDRAFT.pdf; Opportunities for academic and research libraries and Wikipedia: a discussion paper (public draft). 2016, http://2016.ifla.org/wp-content/uploads/sites/2/2016/08/112-IFLAWikipediaAcademicandResearchLibrariesDiscussioDRAFT.pdf. I due white paper sono stati realizzati da due gruppi di lavoro guidati rispettivamente da Alex Hinojo di Amical Wikimedia e Mylee Joseph della State Library of New South Wales.

[18] Cfr. Opportunities for public libraries and Wikipedia cit., p. 5: «Wikipedia is a massive continuing education platform. Librarians can design and conduct activities to educate a range of users on how to evaluate and use Wikipedia for their own purposes. Libraries often offer basic digital skills courses, including to retired people. Understanding how to use and contribute to Wikimedia offers the opportunity for people to share information about their local area. Libraries could include Wikipedia editing and commons uploading as activities within their courses. Public librarians can also include “how to use Wikipedia” in their basic educational group visit to the library. When a school visits the library, they teach how to lookfor information at their computers and on Wikipedia». Il paragrafo dedicato all'information literacy è contenuto nella sezione Creating and transforming digital audiences.

[19] La consonanza di valori e obiettivi generali consente di mettere in contatto e far dialogare due modelli opposti di creazione e trasmissione del sapere: quello verticale proprio del sapere tradizionale e condiviso dalle biblioteche e quello orizzontale proprio di Wikipedia, cercando una mediazione possibile basata sulla condivisione del principio dell'accesso aperto al sapere e sulla consapevolezza che la sua costruzione è un processo sociale, collettivo. Il principio comune dell'accesso aperto alla conoscenza porta all'abolizione delle barriere nella fruizione del sapere e condivide quindi la 'democratizzazione' del processo culturale su cui si basa Wikipedia; tuttavia, rimane una inconciliabilità di fondo sulla possibilità che questo processo di democratizzazione possa funzionare in entrambe le direzioni, fruizione e produzione. Riprendo qui alcuni concetti espressi da Pierfranco Minsenti nell'intervento citato all'inizio di questo contributo (P. Minsenti, Wikipedia come ambiente di lavoro collaborativo, cit.) e chiariti ulteriormente dallo stesso autore, che ringrazio, in conversazioni private.

[20] Cfr. Opportunities for academic and research libraries and Wikipedia cit., p. 9: «Library professionals frequently teach information literacy skills to library clients and students. Wikipedia can be used as a tool for teaching information literacy. Familiarity with the features of Wikipedia pages that allow librarians to teach key digital information literacy strategies that patrons can apply to other digital content, such as checking the editing history, locate the sources cited and investigate the discussion pages». Questo secondo documento contiene un'ampia bibliografia.

[21] Tali pratiche puntano ad un duplice obiettivo: il miglioramento della qualità informativa di Wikipedia, grazie al contributo dei bibliotecari e alle fonti che essi gestiscono, e lo sviluppo di una maggiore consapevolezza della nostra comunità professionale circa il funzionamento di Wikipedia.

[22] Cfr. Susanna Giaccai, Come diventare bibliotecari wikipediani. Milano: Bibliografica, 2015.

[23] https://outreach.wikimedia.org/wiki/Education.

[24] I soci di Wikimedia Italia hanno ideato, coordinato e partecipato a molti dei progetti che verranno qui segnalati. Accanto alla dimensione volontaria e digitale dei wikipediani, c'è una dimensione volontaria, movimentista ma organizzata dei wikimediani, che tramite l'associazione realizzano progetti, stipulano partnership, collaborano con soggetti pubblici e privati.

[25] Progetto GLAM/AIB Campania: https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto:GLAM/AIB_Campania. Cfr. Claudio Forziati, This year in GLAM: un anno (quasi) di wikilavoro del gruppo AIB in Campania. In: Bibliotecari al tempo di Google cit., https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3AThis_year_in_GLAM._GdL_AIB_Campania._Milano%2C_18032016.pdf.

[26] Cfr. Maria Rosaria Califano, Un'esperienza di apprendimento organizzativo attraverso l'uso di Wikipedia, «Bibliotime», 19 (2016), n. 1, http://www.aib.it/aib/sezioni/emr/bibtime/num-xix-1/califano.htm.

[27] Cfr. Claudio Forziati; Tania Maio, Information needed: comprendere e anticipare i bisogni informativi al tempo di Wikipedia, «Biblioteche oggi trends», 3 (2017), n. 1, p. 71-80, http://www.bibliotecheoggi.it/trends/article/view/629, DOI: 10.3302/2421-3810-201701-071-1.

[28] Wikisource è una biblioteca digitale multilingue che accoglie testi e libri in pubblico dominio o con licenze libere. Cfr. Andrea Zanni, Wikisource: la biblioteca digitale wiki, «VeDo: Venezia documenta», 9 (2014): WikiVEZ: a scuola di Wikipedia, p. 14-17, http://www.comune.venezia.it/content/vedo-n-9-wikivez-scuola-wikipedia. L'esperienza trentina ha dimostrato quanto possa essere utile consentire l'accesso, tramite Wikisource, per una potenziale utenza internazionale a quella documentazione locale che spesso le biblioteche possiedono in copia unica. Come ha fatto opportunamente notare Eusebia Parrotto in più occasioni, il fatto che il contenuto sia locale non vuol dire che l'interesse per quel documento non possa essere più ampio. Cfr. Fabrizio Rostelli, Il futuro della biblioteca tra Wikipedia e conoscenza condivisa, «Labsus», 26 gennaio 2016, http://www.labsus.org/2016/01/futuro-biblioteca-wikipedia-conoscenza-condivisa/.

[29] Cfr. Chiara Consonni; Federico Leva, Progetto GLAM-BEIC, «Biblioteche oggi», 33 (2015), n. 2, p. 47-50, http://www.bibliotecheoggi.it/rivista/article/view/24, DOI: http://dx.doi.org/10.3302/0392-8586-201502-047-1.

[30] Wikimedia commons è un archivio di immagini digitali, suoni ed altri file multimediali con licenza libera: https://commons.wikimedia.org.

[31] Cfr. Loretta Manzato, Wikipedia all'Università: esperienze didattiche nella Biblioteca di area linguistica di Ca' Foscari. 2016, https://it.wikipedia.org/wiki/File:Wikipedia_universita.pdf. Cfr. anche Saul Hoffmann, Wikipedia in teaching: improving autonomy in research, critical sense, and collaborative abilities in students, making them contribute to the free encyclopedia [tesi di laurea]. Venezia: Università Ca' Foscari, 2015, http://dspace.unive.it/handle/10579/8107.

[32] Il volume 9 (2014) del periodico «VeDo: Venezia documenta», già segnalato in precedenza e intitolato WikiVEZ: a scuola di Wikipedia, è interamente dedicato al progetto.

[33] Progetto WiBrugherio: https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto:WiBrugherio. I corsi organizzati dalla Biblioteca civica di Brugherio con il supporto di Wikimedia Italia hanno coinvolto numerosi utenti e studenti di scuola media, impegnati in esercitazioni pratiche sulle piattaforme Wikimedia con l'obiettivo comune di promuovere la conoscenza del territorio di Brugherio attraverso la creazione collettiva di voci enciclopediche, guide turistiche, mappe e gallerie fotografiche. Elaborato in occasione del 150° del piccolo Comune lombardo, il progetto WiBrugherio è l'esempio di come si possa accrescere la conoscenza e la visibilità di un territorio attraverso l'utilizzo diffuso e consapevole delle piattaforme collaborative, e trova ispirazione nell'esperienza di Monmouthpedia (un progetto realizzato nella città gallese di Monmouth) e in quelle successive di Sesto San Giovanni (Sestopedia) e di Busto Arsizio (Bustopedia).

[34] Progetto coordinamento/scuole/alternanza Liceo Galilei Biblioteca provinciale Potenza: https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto:Coordinamento/Scuole/Alternanza_Liceo_Galilei_Biblioteca_Provinciale_Potenza. La Biblioteca organizza dal 2015 corsi di information literacy rivolti agli studenti delle scuole secondarie e ha stipulato un accordo di alternanza scuola-lavoro con il Liceo scientifico statale Galileo Galilei di Potenza, in base al quale 19 studenti della scuola sono impegnati nelle attività di digitalizzazione degli opuscoli di storia locale e nel loro caricamento su Internet Archive, Commons e Wikisource.

[35] Nelle Linee guida dell'AgID (Presidenza del Consiglio dei ministri. Agenzia per l'Italia digitale, Programma nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali: linee guida: indicazioni strategiche e operative. 2014, p. 153, http://egov.formez.it/sites/all/files/programma_nazionale_cultura_formazione_competenze_digitali_-_linee_guida.pdf) l'information literacy è definita come «l'insieme di abilità, competenze, conoscenze e attitudini che portano il singolo a maturare nel tempo, durante tutto l'arco della vita, un rapporto complesso e diversificato con le fonti informative: i documenti e le informazioni in essi contenuti. Queste fonti devono essere comprese indipendentemente dal mezzo attraverso cui le informazioni sono veicolate. L'obiettivo finale del loro impiego deve essere la creazione di nuova conoscenza per sé e per gli altri, agendo criticamente rispetto alle informazioni [il corsivo è mio]. In sintesi la competenza informativa prevede la capacità di riconoscere un bisogno informativo, ricercare, valutare, utilizzare le informazioni in modo consapevole per creare nuova conoscenza».