Con i libri, nel mondo: Dino Campana in viaggio e in biblioteca
DOI:
https://doi.org/10.2426/aibstudi-14238Abstract
Se parliamo della Biblioteca di Campana intesa come uno spazio o come un insieme concreto di volumi, siamo obbligati a una constatazione drastica: a causa della vita vagabonda e disordinata del poeta questa biblioteca non esiste. Se consideriamo però più attentamente la stessa biografia di Campana, da una prospettiva raramente adottata dalla critica, scopriamo invece una connessione inattesa fra l’instabilità del poeta, che viaggiava continuamente anche perché non riusciva a stare fermo in nessun luogo, e la profondità della sua cultura. Anche quando non possedeva fisicamente i libri, Campana infatti leggeva senza sosta, perché si recava in biblioteca, in Italia e all’estero. Le ricerche di Alberto Petrucciani e di Renato Martinoni hanno dato in questo senso delle certezze inoppugnabili, rivelando la presenza del poeta nelle biblioteche attraverso le sue schede di lettura, dove sono state conservate. Il quadro che ne risulta, unito alla fittissima trama di reminiscenze che percorre i testi campaniani, mostra una cultura internazionale molto aggiornata, grazie alla capacità di leggere in varie lingue e alla regolare consultazione di molte riviste periodiche di varie nazioni, dove Campana seguiva i dibattiti del tempo. La ricchezza e la stessa atipicità della sua formazione sono decisive per la definizione della sua peculiare poetica, nella quale la vicinanza flagrante alle avanguardie mette radici in una dichiarata fedeltà alla migliore tradizione italiana, letteraria e artistica, nella direzione di un testo capace di unire le risorse espressive di diversi media diventando “Gesamtkunstwerk”. Negli ultimi mesi, infine, dall’Archivio di Franco Matacotta è emerso inaspettatamente un volume che si credeva perduto, su cui Campana ha elaborato nel 1915 passi poetici. Questo colpo di scena apre inedite prospettive per ricerche, appena avviate, sulla possibilità che, passando per le mani di Sibilla Aleramo, anche altri libri di Campana possano essere arrivati fino a noi. Non si può dire che abbiamo trovato la biblioteca perduta di Campana, ma qualche frammento sì.
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