L' utopia della biblioteca e la missione del bibliotecario

Autori

DOI:

https://doi.org/10.2426/aibstudi-13399

Parole chiave:

ruolo delle biblioteche, accesso alla conoscenza, ruolo dei bibliotecari

Abstract

«Le biblioteche sono luoghi fisicamente determinati e saldamente piantati in un preciso contesto» ma nello stesso tempo sono «pervase da una fortissima carica simbolica, che trascende la realtà». A partire da queste parole di Giovanni Solimine che testimoniano un’oscillazione tra realtà e utopia, l’autore dell’articolo riflette su cosa siano e cosa debbano fare le biblioteche e i bibliotecari oggi. Innanzitutto, le biblioteche dovrebbero dedicarsi a quelle funzioni che sono loro proprie e che altre istituzioni non sanno e non possono svolgere: assicurare la raccolta e la conservazione il più possibile completa di quanto è stato prodotto e documentare lo sviluppo del sapere umano, e quindi organizzare l’informazione in cataloghi completi e tecnicamente adeguati e predisporre piani di digitalizzazione. Ma alle biblioteche si chiede anche di tornare a riflettere sul libro, la lettura e l’educazione che sono l’orizzonte più immediato e pertinente. Senza i propri valori, senza l’utopia, senza la missione di progresso, di crescita personale e culturale ma anche di sostegno al cambiamento sociale, le biblioteche sono altrimenti destinate a morire di inutilità e di incomprensione.

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Pubblicato

2022-02-27

Come citare

Petrucciani, A. (2022). L’ utopia della biblioteca e la missione del bibliotecario. AIB Studi, 61(3), 597–602. https://doi.org/10.2426/aibstudi-13399

Fascicolo

Sezione

Saggi e testimonianze