Un colpo d’occhio alle biblioteche giapponesi. Una cartografia in divenire
DOI:
https://doi.org/10.2426/aibstudi-14204Parole chiave:
Biblioteche giapponesi, Toshokan e bunko, Biblioteconomia comparativa, Gilbert Simondon, Epistemologia biblioteconomica, Biblioteche e tempoAbstract
L’articolo propone una lettura delle biblioteche giapponesi come dispositivi di mediazione tra tradizione e modernità, osservate a partire da un’esperienza diretta di viaggio e rilette attraverso la prospettiva relazionale del filosofo francese Gilbert Simondon. Dalla Kyoto Prefectural Library al Japan Kanji Museum & Library e alla Katsura Library, lo sguardo si trasforma in strumento epistemico, capace di interrogare il rapporto tra osservatore e oggetto, tra tempo lineare e ciclico, tra toshokan e bunko. Tenendo conto delle caratteristiche metodologiche della biblioteconomia comparativa, la riflessione adotta il concetto di trasduzione per descrivere la conoscenza come processo metastabile, in cui le biblioteche diventano soglie di relazione, oscillanti tra continuità e trasformazione. La cartografia che ne risulta è una geografia in divenire, e in essa la biblioteca è intesa come forma temporale della conoscenza.
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