Deposito legale quattordici anni dopo: come, quando, ‘quanto’, e perché

Autori

  • Paola Puglisi Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Direzione generale biblioteche e diritto d’autore, Roma

DOI:

https://doi.org/10.2426/aibstudi-12477

Parole chiave:

legal deposit, harvesting, self-publishing

Abstract

Una recente indagine sul deposito legale regionale, a cura della Commissione nazionale biblioteche e servizi nazionali AIB, ha sollecitato l’autrice a esprimere alcune osservazioni in merito. A partire dal commento ad alcune specifiche domande poste dai curatori alle biblioteche depositarie, la riflessione si estende a tutti gli aspetti critici del deposito legale, a quattordici anni dall’entrata in vigore della legge. Viene discusso il tema del deposito dei documenti diffusi tramite rete informatica di cui all’articolo 37 del Regolamento, ancora non attuato; vengono descritte nuove tipologie di pubblicazioni suscettibili di criticità nella gestione del deposito; si riflette sulla necessità di modificare alcuni modelli correnti di approccio alla raccolta e alla conservazione dei documenti, dal momento che l’esaustività non è più perseguibile né sostenibile, e al tempo stesso si sottolinea l’urgenza di adeguarsi alle sfide dell’editoria e della comunicazione digitali, allo scopo di non perdere testimonianze essenziali della società contemporanea e delle sue forme di espressione.

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Pubblicato

2021-02-11

Come citare

Puglisi, P. (2021). Deposito legale quattordici anni dopo: come, quando, ‘quanto’, e perché. AIB Studi, 60(3). https://doi.org/10.2426/aibstudi-12477

Fascicolo

Sezione

Temi e analisi