Con il pretesto delle false notizie: insegnare il pensiero critico nella scuola italiana a partire da Carol C. Kuhlthau

Autori

DOI:

https://doi.org/10.2426/aibstudi-11825

Parole chiave:

critical thinking, media literacy, secondary school

Abstract

Il tema delle false notizie è dominante, non solo nel dibattito professionale. Tra i ruoli che le biblioteche sono pronte a giocare c’è quello della media literacy, intesa come educazione delle persone a pensare criticamente quando cercano informazione nel mondo digitale. Se la capacità di pensiero critico costituisce una competenza trasversale della cittadinanza attiva, la scuola – l’istituzione a cui è affidato il compito di trasmettere ai cittadini le competenze di base – sembra essere il luogo ideale per insegnare questa literacy, accanto alle altre alla base di una cittadinanza attiva e consapevole.
Nel presente articolo, dopo un chiarimento introduttivo sui termini chiave, si riferisce di un’esperienza condotta durante il primo anno di scuola secondaria superiore basandosi sul modello di Carol C. Kuhlthau e sul concetto di ‘terzo spazio’, adattato alla situazione specifica. Durante il lavoro svolto in sinergia con gli insegnanti sono state formulate osservazioni e sono stati raccolti ulteriori spunti di riflessione su cosa sia necessario fare per educare, appunto, al pensiero critico.

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Biografia autore

Matilde Fontanin, Università degli studi di Trieste; Sapienza Università di Roma

Bibliotecaria presso l'Università di Trieste - Biblioteca della sede di Gorizia

Dottoranda in Scienze documentarie, linguistiche e letterarie, curriculum di Scienze del libro e del documento - Università la Sapienza - Roma

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Pubblicato

2018-11-23

Come citare

Fontanin, M. (2018). Con il pretesto delle false notizie: insegnare il pensiero critico nella scuola italiana a partire da Carol C. Kuhlthau. AIB Studi, 58(2). https://doi.org/10.2426/aibstudi-11825

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